My mum was diagnosed with breast cancer when she was my age and died one year and half later. 31 years ago. I always had this on the back of my mind, that I was going to die when I was 40. It has never been a conscious though of course but I can safely say I lived the last ten years of my life like if I was in a huge hourglass.
Now the time is kind of over so yesterday I had a mammogram.
Everything looks OK apparently.
I still have to come around the idea that maybe I will survive my 40th birthday.
So today, it is the first day of the rest of my life.
My yoga teacher says May is the month of healing and it might actually be true.
Thursday, 2 May 2013
Saturday, 9 March 2013
Festa della donna
Non capisco tutto questo accanimento contro la festa della donna. Non capisco perche' non si possa avere rispetto e anche mimose. E anche rose per San Valentino e cioccolatini per la festa della mamma anche se forse piu' dei cioccolatini sarebbe gradita una boccia di vino, un massaggio e un giorno intero senza doversi preoccupare dei figli.
Comunque a parte gli scherzi, e' tutto vero che le pari opportunita' sono solo sulla carta e che le donne vengono pagare meno ecc. Ma, almeno nel mondo scientifico che e' quello che oramai bazzico da professionista da svariati anni, le donne non hanno le stesse opportunita' anche perche' son bischere!
Io per prima.
Perche' si credono incapaci.
Perche' credono che la maternita' le mettera' fuori gioco.
Perche' credono che qualcun altro sia piu' adatto di loro in una determinata posizione.
Perche' quando ti parlano cercano sempre di scusarsi di qualcosa che non hanno fatto invece di pompare quello che hanno fatto.
Perche' i loro CV sono pieni di 'good' and 'familiar' invece di 'stunning' and 'excellent'.
Perche' su 10 requirements richiesti per una posizione si focalizzano sull'unico che non hanno invece che sui 9 che hanno alla grande (forse dovevo scrivere questo post in inglese).
Mi fa incazzare che si parli sempre di non pari opportunita' e basta senza un vero e proprio esame di coscienza. Abbiamo bisogno di TROPPI positive feedback. Abbiamo bisogno di troppe coccole e rassicurazioni. Il mondo del lavoro NON te ne da'. Sei li e devi essere convinto di essere il migliore. Se ne sei convinto automaticamente lo sei perche' quello che fai di buono lo sbatti in faccia a chiunque e per quello che non fai dai la colpa a qualcun altro (possibilmente al collega del sesso opposto).
7 anni a Imperial College passati a osservare i colleghi maschi mi hanno almeno insegnato questa lezione. Un collega non amico mi disse una volta una cosa molto saggia: c'e' un'unica cosa che devi imparare lavorando qui (a IC): ARROGANCE.
Iniziamo a cambiare il modo in cui ci poniamo. Iniziamo a convincere il nostro datore di lavoro che il nostro cervello e' prezioso anche se prendiamo un anno di maternita', anche se lavoriamo meno perche' dobbiamo allattare i nostri figli e riprenderli all'asilo e che quello che noi facciamo nelle 9 ore che l'asilo e' aperto e' il triplo di quello che un uomo riesce a fare nel medesimo tempo (si sono sessista ma ho le prove). Eccheccazzo.
Comunque a parte gli scherzi, e' tutto vero che le pari opportunita' sono solo sulla carta e che le donne vengono pagare meno ecc. Ma, almeno nel mondo scientifico che e' quello che oramai bazzico da professionista da svariati anni, le donne non hanno le stesse opportunita' anche perche' son bischere!
Io per prima.
Perche' si credono incapaci.
Perche' credono che la maternita' le mettera' fuori gioco.
Perche' credono che qualcun altro sia piu' adatto di loro in una determinata posizione.
Perche' quando ti parlano cercano sempre di scusarsi di qualcosa che non hanno fatto invece di pompare quello che hanno fatto.
Perche' i loro CV sono pieni di 'good' and 'familiar' invece di 'stunning' and 'excellent'.
Perche' su 10 requirements richiesti per una posizione si focalizzano sull'unico che non hanno invece che sui 9 che hanno alla grande (forse dovevo scrivere questo post in inglese).
Mi fa incazzare che si parli sempre di non pari opportunita' e basta senza un vero e proprio esame di coscienza. Abbiamo bisogno di TROPPI positive feedback. Abbiamo bisogno di troppe coccole e rassicurazioni. Il mondo del lavoro NON te ne da'. Sei li e devi essere convinto di essere il migliore. Se ne sei convinto automaticamente lo sei perche' quello che fai di buono lo sbatti in faccia a chiunque e per quello che non fai dai la colpa a qualcun altro (possibilmente al collega del sesso opposto).
7 anni a Imperial College passati a osservare i colleghi maschi mi hanno almeno insegnato questa lezione. Un collega non amico mi disse una volta una cosa molto saggia: c'e' un'unica cosa che devi imparare lavorando qui (a IC): ARROGANCE.
Iniziamo a cambiare il modo in cui ci poniamo. Iniziamo a convincere il nostro datore di lavoro che il nostro cervello e' prezioso anche se prendiamo un anno di maternita', anche se lavoriamo meno perche' dobbiamo allattare i nostri figli e riprenderli all'asilo e che quello che noi facciamo nelle 9 ore che l'asilo e' aperto e' il triplo di quello che un uomo riesce a fare nel medesimo tempo (si sono sessista ma ho le prove). Eccheccazzo.
Friday, 22 February 2013
Ripartenze
Come mi sento? Mi guardo intorno e tutto è al suo posto: la mia casa nuova, la mia bambina che inizia a parlare con accanto inglese, la mia nuova patente di guida inglese. Tutto sistemato. E io in men che non si dica ma ne vado. In una città che non ho nemmeno mai visto in foto. Lontana da tutto e tutti. In un'altra terra. Adesso che è venerdì sera e sono a casa mia al caldo mica ne ho tanta voglia.
Wednesday, 9 January 2013
Boa viagem
Molti anni fa una cara amica scriveva un post per augurarmi buon viaggio. Partivo per Londra per un anno. Da Londra non sono mai tornata indietro. Oggi e' lei, con suo marito e i loro due bambini, che partono. Adesso e' il mio turno di augurare loro buon viaggio. Auguro loro la migliore delle fortune e tutto il bene del mondo.
Ho visto la loro foto sull'aereo pronti al decollo e mi sono venute le lacrime agli occhi.
Abbiamo vissuto in due paesi diversi per tutti questi anni, ma tutte le volte che tornavo a Firenze lei era sempre li con i suoi manicaretti e le sue chiacchiere. Lei era un po' casa. Adesso che se n'e' andata mi sento un po' come quando porti via uno degli ultimi scatoloni dal vecchio appartamento. E' sempre tuo ma sempre un po' meno.
Friday, 19 October 2012
Londoners
I feel I need to thank the London population who regularly keeps B entertained on the bus on our way to and back from work/nursery. You guys don't know how much you're making my life easier...
Thursday, 4 October 2012
Perche' uno dovrebbe fare dei figli? Perche' poi dopo un anno ti svegliano con dei bacini!
Labels:
motherhood
Tuesday, 18 September 2012
2 years
Twinkle twinkle little star
now I know what you are
you're the big brother of mine
and you shine bright in the sky
Twinkle twinkle little star
surely I know who you are
Wednesday, 22 August 2012
Tuesday, 3 July 2012
Children are amazing
B had surgery to a shoulder a few days ago. When she woke up from the anesthetic she smiled to the nurses. She has been on IV antibiotics since then with several lines put on and come off and she never lost her good mood.
I have a lot to learn from her. When I feel sad for no reason, when I complain for my not stunning career, when I'm in a bad mood for the shit UK weather I need to keep in mind my daughter who tries to crawl in the hospital play room and has fun careless of the pain, the doctors and the whole awful situation.
I have a lot to learn from her. When I feel sad for no reason, when I complain for my not stunning career, when I'm in a bad mood for the shit UK weather I need to keep in mind my daughter who tries to crawl in the hospital play room and has fun careless of the pain, the doctors and the whole awful situation.
Friday, 18 May 2012
Avevo detto che questo era un posto per me e la mia famiglia e dove mi sarei sentita a mio agio. Invece sono mesi che non scrivo nulla. Non ho scritto una parola della mia vita con la Bianca, dell'allattamento, dello svezzamento, dei suoi continui e gioiosi dadadada.
Non mi sembra il posto adatto per discutere di argomenti di accudimento su cui ogni giorno mi confronto, come l'allatamento prolungato, il blw, i pannolini lavabili, lo spremitette a lavoro, l'asilo, il viaggio in bus andata e ritorno.
Mi sembra di fare un torto a tutte le mamme che finiscono qua e non sono ancora nello spazio mentale di voler sapere che cosa c'e' una volta fuori dal tunnel. Perche' io mi reputo fuori. Il che non significa che non pianga piu' il mio angelo. Ma significa che forse ho imparato in una qualche strana forma a convivere con quello che e' successo. Qualche giorno meglio, altri peggio.
La Bianca ha 9 mesi, va all'asilo da 2, mangia da sola a tavola con i grandi, muore dalla voglia di camminare ma ancora non ha capito come si fa. Ogni giorno la guardo e penso che e' la bambina piu' bella dell'universo (ovviamente). Quando la notte piange e dal suo lettino la porto nel mio, si dorme abbracciate (quando non mi scaccia e vuole starsene per i fatti suoi). E la mattina si sveglia e mi dice 'Da' e io le do il buongiorno. Poi ci alziamo, prepariamo e andiamo insieme a scuola e a lavoro. Il martedi' andiamo in piscina e lei nuota sott'acqua con gli occhi aperti e io le canto mille canzoni. La sera quando torniamo a casa prepariamo insieme la cena per babbo che di solito torna piu' tardi di noi. Quando babbo arriva e' sempre una grandissima festa, piena di mille da e de e te. E infine si va a letto, a volte con piu' voglia a volte con meno, a volte fra i pianti, altre senza battere ciglio. E cosi' si ricomincia da capo. Spero per sempre.
Non mi sembra il posto adatto per discutere di argomenti di accudimento su cui ogni giorno mi confronto, come l'allatamento prolungato, il blw, i pannolini lavabili, lo spremitette a lavoro, l'asilo, il viaggio in bus andata e ritorno.
Mi sembra di fare un torto a tutte le mamme che finiscono qua e non sono ancora nello spazio mentale di voler sapere che cosa c'e' una volta fuori dal tunnel. Perche' io mi reputo fuori. Il che non significa che non pianga piu' il mio angelo. Ma significa che forse ho imparato in una qualche strana forma a convivere con quello che e' successo. Qualche giorno meglio, altri peggio.
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