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Saturday, 24 August 2019

Nozze di ferro

6 anni fa abbiamo detto si`, anche se pensavamo che non ci saremmo mai sposati.
"Ma ti pare che il visto sia un buon motivo per sposarsi?" chiesi allora alla mia sorella.
Lei, saggiamente, rispose "E` in pratica l'unico buon motivo" (infatti non e` sposata, nonostante un mutuo e tre figli).
Quando dissi si`, 6 anni fa, lo feci nell'intento di tenere la nostra famiglia unita, nella famosa gioia e dolore. Allora la scelta di venire nella calda Houston, dopo 7 anni di umido londinese, fu presa in meno di 24 ore, in una notte insonne, su una linea telefonica che univa l'Inghilterra alla Svizzera.
6 anni (e un altro figlio) dopo, di nuovo siamo a un altro cambiamento epocale.
Allora ero eccitata di reinventarmi, dopo aver lavorato una vita intera, una Stay At Home Mom.
Adesso sono molto meno eccitata di reinventarmi Single Freaking Mom!
Non mi piace l'idea di passare - realisticamente - il prossimo anno da sola con due figli alle elementari, un lavoro a tempo pieno, pochissimo aiuto e veramente poco supporto emozionale locale.
Non mi piace l'idea che tu torni ogni tanto, probabilmente stanco morto, dopo ore di volo, per nemmeno due giorni pieni. Non mi piace che i bambini non possano condividere con te questo nuovo anno scolastico, specialmente perche` e` il primo anno di scuola vera per il piccolo F.

Ma io sono una persona, che nonostante tutto, ha la fama di andare all'equilibrio parecchio velocemente, quindi faro` la lista di quello che mi piace. E di cose ce ne sono, senno` non avrei supportato questa decisione cosi` destabilizzante.
Mi piace che tu abbia ritrovato buon umore ed energia, voglia di progettare, pianificare, fare e disfare.
Mi piace che ti si stia profilando davanti un nuovo ruolo lavorativo, spero con tutto il cuore che ti dia le soddisfazioni che quello vecchio non ti ha mai dato (e te le saresti meritate tutte).
Mi piace che tu stia progettando di essere il piu` possibile presente per i bambini e per me, nonostante la notevole distanza, e sono certa che loro si aggiusteranno al "new normal" in fretta come - non - faro` io.
Ed ora una piccola lista di cosa mi piace per me.
Mi piace che viaggemo, un sacco, come mai abbiamo fatto negli ultimi anni.
Mi piace che i bambini vedranno le foglie arancioni, la neve, e l'inverno vero.
Mi piace che abbiamo gia` cose da fare da qui a Natale.
Mi piace (un po') che avro` tanto tempo da sola con loro, per creare un rapporto personale che e` leggermente diverso da quello che c'e` se (quando) siamo tutti insieme.
Mi piace che mi sparero` infinite serie su Netflix.
Mi piace che saro` forzata a farmi degli amici, a chiedere aiuto, a conoscere gente.
Mi piace che ci incontremo, noi due soli, in parti a caso degli USA per andare in bici insieme.
Mi piace che, nonostante tutti questi anni, tutti i litigi quotidiani su chi deve fare la spesa o mettere a posto i lego, sull'innegabile fatto che io ho il fuoco al culo e tu sia una coach potato, si riesca a prendere decisioni cosi` grosse in meno di una settimana.
Mi piace che, come ha detto qualcuno, we'll get to hang out in MANHATTAN, ammetto che questa e` la cosa che mi piace piu` di tutto.

Credo che il matrimonio infondo sia questo, affrontare insieme la tempesta dei cambiamenti. E poi c'e` decisamente di peggio nella vita che essere forzati a passare del tempo in New York City!
.


Monday, 11 December 2017

Hell or High Water


Ho scritto poco ultimamente e c'è un motivo. La verità è che non so dove il tempo sia sparito, specialmente da dopo Harvey.
Dopo Harvey è iniziata la scuola, il mio compleanno l'ho passato in volo, ho vissuto un mese e oltre in apnea sapendo di dover tornare in Italia da un momento all'altro, letteralmente cercando di programmare le cose della vita normale e il relativo back-up. Halloween me lo sono passato in volo, con la sola voglia di atterrare e vedere le foto dei bambini che erano andati al trick-or-treat senza di me. Poi ho respirato un attimo ed era già Thanksgiving. Ed ora è quasi Natale, non abbiamo programmato nulla, e non faremo nulla, perchè John è sempre per aerei e so che si vuole solo riposare. Ed anche io onestamente sono stanca. Se solo riuscissi a riposarmi stando a casa. Invece so già che poi mi gireranno a randello. Unico lato positivo è che i giorni di ferie si accumoleranno per l'estate. Psicologicamente tengo botta, barcamenandomi fra il denial e il mantra "come hell or high water".
Non mento quando dico che non ho avuto ancora modo di far mente locale che la zia non c'è più. Ogni tanto mi viene l'impulso di telefonare e poi mi ricordo che non c'è più nessuno a cui telefonare.
Ma guardiamo alle cose positive che questo fantastico 2017 ci ha regalato: once and for all, siamo sempre tutti relativamente sani, se non propriamente di mente. Poi su quattro viaggi in EU, due sono stati top: UK/Germania prima e Italia poi, da 10 e lode, chi per l'alcol, chi per le sgranate di pesce, entrambi per amici rivisti e ritrovati e mai perduti. Terzo, dopo 5 mesi buoni, posso dire che abbiamo instaurato una routine per rimettersi in forma che spero stia iniziando a dare qualche frutto. Il tough mudder per me è stato un notevole risultato: non avrei mai creduto di essere in grado, a 43 anni sonati e tre figli, di rimettermi a fare quelle minchiate. Sono anche a dieta al momento, in previsione della MS150, che forse, solo forse, sta dando qualche frutto. Se ne avrò voglia, sulla dieta scriverò un post a sè.
Intanto fra due settimane è Natale e noi siamo pronti, con l'albero fatto, il paesaggio di Natale di Lego - che a casa nostra rimpiazza il presepe - fatto e la Gingerbread house costruita - fra una bestemmia e quella dopo, per suggellare lo spirito natalizio. Però oh, provate voi a tirare su muri di icing e poi ditemi se uno non si deve incazzare. Stasera i pensieri sono offuscati dal sonno, dai troppi input, e da qualche assulutamente fondata preoccupazione. È bene che vada a dormire a al 2018 ci pensi in un altro momento. Spero sia clemente, il 2018, ma so già quello che mi si prospetta davanti e mentirei a dire che sono pronta.

Friday, 4 August 2017

Report di inizio agosto.


Si stanno concludendo le mie settimane sabbatiche, quelle in cui io sono a lavorare e loro sono in Sicilia al mare. Quest'anno è andata un po' diversa, nel bene e nel mare, perchè li ho accompagnati io in Italia e siamo stati tutti insieme in Liguria con zii e cugini. Poi loro sono andati a Sud ed io in Toscana per lavorare un paio di giorni prima di tornare Houston. Questo mi ha un po' rovinato l'idillio della solitudine texana, perchè in Liguria ci stavo proprio bene a sfondarmi di pesce fresco sulla spiaggia tutto il giorno.
È interessante come il trend di quello che faccio e come mi sento in questi giorni da sola stia cambiando. Il primo anno quasi non uscii di casa, non cucinai, non lavai, non feci assolutamente nulla a parte andare a lavoro e guardare How I Met Your Mother. L'anno scorso mi detti un tono, andai tutti i giorni o quasi a yoga, uscii a cena alcune volte, andai a giro per mostre e musei e, soprattutto, preparai nel dettaglio le nostre ferie familiari (Colorado) e la festa di compleanno della Bianca. Quest'anno invece non ho nulla da organizzare, le ferie son finite e questi giorni hanno il sapore di fine estate, bagnati di quiete e routine: vado a yoga quasi tutti i giorni, sono stata a teatro (la 12ma notte) e al mare (Galveston), a cena fuori un paio di volte, ho bracato un po' in piscina. Domani probabilmente andrò a cinema da sola (Spiderman - Homecoming), come non faccio dal 2011, in quello che fu il mio primo giorno di maternità (Harry Potter 7 - come al solito vado a godermi film d'essai). Ho fatto anche un po' di shopping svogliato (VS), stampato delle foto per rinnovare le cornici, riassettato la casa. Domani darò una lavata ai tappetini del bagno. Sono stata bene, come sempre quando sono da sola per un periodo limitato, ma con quel retrogusto amaro dell'emigrante nostalgico che guarda il sole tramontare in direzione del paese natio. Erano quattro anni che non andavo in Italia d'estate. L'Italia d'estate, con i dollaroni in tasca e gli amici sotto l'ombrellone, è il paese più bello del mondo.
Loro tornano a metà della prossima settimana, ci saranno 15 giorni di traccheggio e poi ricomincia la scuola. Non sono pronta. Non all'inverno, che come è noto non arriva fino a gennaio, ma alla sveglia presto, i lunch box e il mantra del "vai giù e mettiti le scarpe". Ma sopratutto non sono pronta a affrontare settembre, con il suo carico di tristezza e con il mio compleanno, che da qualche anno a questa parte, mi fa sentire come se stessi per scadere. Tornando alle frivolezze, mi preme elencare i tormentoni di queste settimane sabbatiche: Game of Thrones - ovvio -, Ed Sheeran, il ritrovato commissario Montalbano, lo stock market, i 101 modi in cui Trump verrà fatto fuori - in questo sono spettatrice delle speculazioni dei miei colleghi all'ora di pranzo -. Ah, e poi ho piani espansionistici bellicosi top-secret che magari mi tirano su il morale autunnale. Ora mi rimetto a guardare twin peak S3, che è così action-packed che ti fa venir voglia di guardarlo mentre fai altre tre cose nel mentre, incluso guardarti contemporaneamente una puntata di qualcos'altro in cui qualcosa succede. xx

Wednesday, 29 June 2016

London Bridge is falling down


Ho lasciato sedimentare i sentimenti per qualche giorno. A caldo sarebbe stato un post pieno di rabbia e delusione. Delusione di che? Che ti frega a te? Hai un passaporto europeo, almeno per ora, e sei residente permanete in America. A te non si è chiusa nessuna porta. Vero. Ma si chiuderà potenzialmente a molti altri che non potranno vivere quello che io ho vissuto.
Ho chiamato Londra casa per quasi 8 anni. Sono arrivata nel 2006 che quasi non parlavo inglese, che avevo viaggiato, si, molto più della media, ma mai per lavoro. Soprattutto non avevo mai tagliato il cordone ombelicale con Firenze. Invece quella persona che scendeva dal bus a Hackney, 10 anni fa, era una persona che imboccava una strada senza ritorno, solo che ancora non lo sapeva.
Londra era grande, Londra era viva, Londra era multiculturale, aperta, tollerante, innovativa. Londra era il futuro e io mi sentivo, nel 2006 quando ci sono sbarcata così come nel 2014 quando l'ho salutata, fortunata a respirare l'aria dell'ombelico del mondo.
Forte di quella sensazione, non avevo dubbi che mai UK avrebbe votato per lasciare EU.
UK è all'avanguardia, mi dicevo. Certo, Londra non è come il resto di UK, ma quanti inglesi delle periferie ho conosciuto, che, sì, rompevano i coglioni con il proper accent e il tea fatto a modo, ma che erano comunque un passo avanti rispetto a noi, poveri caproni italiani, governati da Berlusconi e pronti a ascoltare qualunque fesseria politica portasse lo stendardo del "ti tolgo le tasse, ti porto fuori il cane e ti trombo la nonna", per citare il Benigni dei tempi d'oro.
Giovedì scorso ho parlato con un po' di amici inglesi, tutti eravamo in vena di battute "ti vogliono vuotare fuori dal paese lo sai?" "ma sono già fuori" "si ma vogliono essere sicuri che tu non possa tornare". Emoticon a linguacce e cuoricini, non sarebbe mai successo.
E poi è successo.
Messaggi increduli fino a tarda notte, non è possibile, ma siamo matti. Sgomento da parte nostra e da parte loro. Cosa succede ora a tutti i nostri colleghi europei? E i fondi di ricerca che abbiamo vinto? Che ne sarà della casa che ho appena comprato? Il mutuo aumenterà? Panico. Calmi tutti, non succederà nulla per un po', Cameron si dimette, tutto è in stand-by fino a ottobre almeno.
La rabbia del giorno dopo, quando sono iniziate a uscire le proiezioni dei voti, si è riversata tutta verso le campagne e gli anziani. Non dovrebbero votare, se non hanno idea di cosa stanno facendo. Fate un reality check e assicuratevi che almeno sappiano di cosa il referendum parla, prima di dare loro accesso alle urne. I miei interventi sui social erano tutti su questa linea, specie dopo che sono usciti dati secondo cui la ricerca maggiore dopo il voto sia stata "cosa e' EU?" e "cosa comporta uscire da EU?".
Poi i fatti hanno iniziato a delinearsi. Il referendum è stato indotto per un catfight all'interno dei Tories, la campagna pro-leave è stata guidata da chi ne avrebbe ricevuto vantaggi politici e basata principalmente su dati gonfiati e bugie. "Diamo i 350 milioni di pound la settimana all'NHS, non all'EU", è forse l'esempio più calzante di populismo e demagogia, quasi al pari del milione di posti di lavoro del Berlusconi 2004. Eppure ha fatto presa, eppure i leave hanno vinto. Ed ora è inutile arrabbiarsi con chi ha votato leave, perché, mi duole ammettere, la democrazia è democrazia, ma si può essere sconcertati da quanto i politici inglesi siano caduti in basso, per aver guidato una campagna elettorale che fomenta odio verso il diverso e divisione, che sul lungo termine nuocerà al proprio paese, senza un vero e proprio piano di azione in caso di vittoria, ma solo per il proprio personale tornaconto.
Nei giorni successivi, ho letto decine di articoli, commenti, battute. Ho guardato video di protesta contro il risultato, di protesta contro la protesta. Ho riso - amaramente - a battute su twitter e facebook e reddit, specie riguardanti la concomitante uscita dell'Inghilterra dal campionato europeo di calcio. Ho guardato gli interventi dei leader mondiali al parlamento europeo: l'intervento di Farage (UKIP) è francamente imbarazzante. Let's act as grown ups and secure a trade deal which is advantageous for eveybody. Essere parte del libero mercato, non pagare tasse, e chiudere le frontiere. La versione ultimate della botte piena e moglie ubriaca.
Stamani mi sono svegliata alle 6 e mi sono ritrovata a leggere di nuovo roba sul brexit. Ho bisogno di una pausa da tutto questo. Non so cosa succederà, per davvero. Non so se alla fine il governo inglese farà un passo indietro e non invocherà il trattato di Lisbona e tutto finirà a tarallucci e vino. Forse andrà così e i mercati reagiranno bene, e i mutui non aumenteranno e i miei amici potranno ancora usare i fondi europei per creare innovazione. E fra 10 anni, un'altra italiana potrà scendere dal bus, a Brixton e iniziare una carriera che non si sarebbe mai potuta sognare altrimenti.
Ma resterà l'amaro in bocca per quella metà del paese che si è scoperto razzista e chiuso di mente, nazionalista, bigotto e credulone, che ha invocato i vecchi splendori di un tempo che fu, mostrandosi cieco al realtà dei fatti e cioè che l'Inghilterra è di chi ci vive e contribuisce al benessere della nazione, anche se non è "british enough" perché vive lì solo da 40 anni - o da 2 per quello che conta.

Tuesday, 19 April 2016

Weather alert!


Perche' se era una domenica qualunque sarei stata tutto il giorno di malumore e avrei litigato con John, trattato male i bambini e fatta il sangue amaro fino all'ora della nanna.
Perche' per me, il vero lato negativo di lavorare a tempo pieno e' che sento che il tempo mio, quello del mio svago e divertimento, quello che passo con la mia famiglia e/o a fare cose che mi piacciono, mi scivola di mano.
Il tempo in generale mi scivola di mano e la paura piu' grande e' di svegliarsi un giorno che la vita e' passata e io non ho fatto una minchia di tutta la mia check-list di cose da fare prima di morire.
Lavorare mi piace. Ma viaggiare, per esempio, mi piace di piu'. E anche andare in bici con il vento fresco in faccia, fermarmi a bere qualcosa di fresco all'ombra e ripartire.
E quindi se ieri era domenica o sabato sarei divertata matta e insopportabile e avrei fatto incazzare tutti quanti.
Invece ieri era lunedi', un giorno classificato nella mia testa bacata come lavorativo. Ma a lavorare non e' andato nessuno perche' Houston era mezza allagata. Abbiamo ricevuto mail prima delle 7am che le scuole erano chiuse, poi che la Rice Uni era chiusa e infine che i lab di MDACC erano chiusi per emergenza a livello 3 (massimo e' 4). In realta', il bayou era straripato e quindi era praticamente non possibile, per non parlare di sicuro, attraversarlo.
E quindi ieri siamo rimasti bloccati in casa con fuori un temporale di quelli tuoni, fulmini e saette con niente di meglio da fare che... non fare un cazzo.
Allora ieri io ho fatto i biscotti con la Bianca, ho passato l'aspirapolvere - anche la nostra signora delle pulizie era rimasta bloccata a casa -, ho fatto un paio di lavatrici d'uopo, ho guardato dalla finestra i bambini giocare in costume nelle pozzanghere, ho fatto due passi, una volta smesso di piovere, fino al bayou per vedere in che stato era (alto parecchio) ed ho osservato Fabio lanciarsi di testa in una pozza grossa come una piscina (che schifo). Poi verso le 4.30, tutti docciati, abbiamo fatto la pizza e guardato tutti insieme un cartone alla TV grande. Alle 9, quando ho messo a letto i bambini, ben felici di ave bigiato scuola e aver avuto modo di cazzeggiare con noi tutto il giorno senza scopo, mi sono sentita bene. Senza aver fatto assolutamente nulla. Perche' ho vissuto ieri come un giorno guadagnato gratis, non vacanze, non finesettimana, niente di tutto questo. Ieri non dovevo non sprecare prezioso tempo libero. Ieri era in piu'. Era un regalo. Era un giorno di pioggia in cui si deve per forza stare in casa senza fare nulla e alla sera, ci si ritrova, con stupore, a essere stati proprio bene.

Friday, 17 July 2015

Making Cancer History


Proseguendo sulla falsariga del post dell'altro giorno e visto che qualcuno si e' lamentato che non abbia scritto di piu', eccomi a provare a scrivere due parole, semplici, concise e sperabilmente chiare ai piu', sul cancro.
Perche' chi dice che ha la cura del cancro, o divulga la teoria del complotto secondo cui la cura del cancro sarebbe nota, ma le case farmaceutiche la nascondono per questioni di soldi, dice cazzate.
Perche' il cancro non e' un agente esterno che attacca il nostro corpo come un virus o un batterio. Non e' nemmeno qualcosa che non funziona nel nostro corpo. Sotto il termine 'cancro' si racchiudono un numero tristemente molto alto di diversi tipi di malattie che hanno un unico, terribile, comune denominatore: le cellule cancerogene hanno trovato tutti i possibili modi di autostenersi e di  proliferare in maniera incontrollata eludendo tutti i sistemi di controllo del corpo umano. Ogni tumore e' diverso dall'altro e varia anche da persona a persona e da stadio a stadio.
Per andare un po' piu' nel dettaglio, le cellule tumorali possono creare vasi sanguigni aggiuntivi per nutrirsi (angiogenesi), scappare ai meccanismi di controllo di morte cellulare (apoptosi), riprogrammare i meccanismi di riparazione del DNA, imbrogliare il sistema immunitario, creare  propri segnali di crescita e migrare simpaticamente in altre parti del corpo (metastasi).
Questi sono alcuni dei meccanismi che le cellule tumorali hanno scovato per non morire e ognuno dei meccanismi enunciati, e' esso stesso super complesso e puo' avvenire in moltissimi modi diversi.
Come ha detto qualcuno, le cellule tumorali hanno trovato tutti i possibili sistemi per ingannare la morte, eccetto per un piccolo particolare: se lasciate agire indisturbate, chi le ospita, il malato di cancro, semplicemente non sopravvive.
Penso che inizi a apparire chiaro perche' anche solo pensare che esista una cura univoca per il cancro sia una semplificazione cosi' immensamente grande che sfocia nella minchiata.
Cosa cerca di fare allora chi cerca di curare per davvero un malato di tumore?
Cerca di

  • rimuovere le cellule tumorali 
  • o di ucciderle con la chemoterapia o radioterapia
  • o di riportarle sulla retta via a seconda del loro particolare cattivo comportamento.
Ognuno di questi tre approcci e' un mondo a se' e mi servirebbe un libro, non un post per anche solo scalfirne la superficie. Oltretutto anche io ne so poco o niente. E piu' so e meno mi sembra di sapere perche' e' una biologia cosi' complessa che non credo abbia paragoni.
Ma si stanno facendo passi da gigante. Nella comprensione dei meccanismi biomolecolari, nella scoperta di nuovi farmaci sempre piu' efficaci contro le cellule tumorali e solo loro, nella costruzione di macchinari per radioterapia sempre piu' sofisticati che vadano a bombardare solo il tumore con il minimo impatto per i tessuti circostanti.
Molti tumori non sono piu' una condanna a morte. Si stanno facendo passi da gigante e prima o poi sempre piu' tumori saranno curabili. Ma non con il bicarbonato, la dieta vegana e le pozioni magiche.

Wednesday, 15 July 2015

il bicarbonato a volte acidifica


Lunedì mattina, ad esempio ha acidificato me.

Penso che Facebook sia una bella invenzione per farsi i cazzi altrui e seguire le vite degli amici lontani. La uso abbastanza volentieri, scrollo regolarmente i feed, posto foto buffe dei miei figli, a volte mi azzardo anche a scrivere qualche pensiero fugace o qualche commento.
Penso però che sia una piattaforma del cazzo per discussioni serie. Con questo granitico stato d'animo, mi sono sempre tenuta alla larga da tutta una serie di battaglie ideologiche, guerre politiche e idiozie pseudoscientifiche che puntualmente mi compaiono sullo schermo del computer.
Lunedì mattina invece mi è partita la bambola.
Però mettetevi anche nei miei panni. Mi sveglio, è lunedì, il marito è via da 8 giorni, due marmocchi di diversa stazza mi dormono su varie parti del corpo. Con un occhio chiuso e uno aperto spengo la sveglia, trattengo la pipì e, nel disperato tentativo di allungare il soggiorno a letto, decido di controllare Facebook.
E ci trovo l'ennesimo articolo sugli infiniti benefici del bicarbonato di sodio, sui prodigi di questa molecola che, incredibile ma vero, alcalinizza. Ovviamente questa scomoda verità verrà tenuta nascosta a causa di complotti delle "case farmaceutiche" (qualunque cosa significhi). Perché si, signori, "studi" hanno dimostrato che il bicarbonato curerebbe addirittura il cancro!
Era lunedì mattina, mi è partita la bambola e non mi asterrò più.
Perché ho sorvolato quell'altro articolo che diceva che, udire udire, le cellule tumorali sono avide di zuccheri (davvero? ma nessuno in cancer research lo sapeva, meno male ce l'ha detto Facebook) e quindi, sapete come si cura il cancro? basta mangiare meno pasta e meno caramelle (ecco questo, se non fosse chiaro, è una minchiata).
Ah, e anche quell'altro che diceva che dei ricercatori di non so dove in Italia avevano scoperto la cura per il cancro, ma che la verità sarebbe stata sotterrata dalle "case farmaceutiche" e questi geni messi a tacere. In quel caso lessi addirittura l'articolo: il gruppo in questione aveva sintetizzato una molecola attiva in vitro. Sticazzi, io ne ho sintetizzate almeno una quindicina se è per questo, eppure nessuno ha scritto un articolo su di me. Quasi quasi mi offendo.
Potrei continuare, ma non mi va.
Il punto di questo post non è elencare per l'ennesima volta le novelle che girano e demistificarle (ma chi fosse interessato può iniziare a leggere qui).
Il punto è sfogare un po' di giramento di coglioni per come, a quanto pare, chiunque possa mettere bocca su certi argomenti caldi (cancro, vaccini, pesticidi, riscaldamento globale per citarne alcuni) senza avere il minimo background scientifico. La scienza non è un'opinione. La scienza si basa su dati sperimentali. E se non si è in grado di leggere i dati sperimentali e interpretarli, per piacere, che si passi a parlare di altri argomenti. Su un film, un quadro, un vestito qualunque opinione è lecita, sul possibili trattamenti per il cancro, no!

Wednesday, 1 July 2015

me, myself and I


Manco dalla bloggosfera da quasi un mese. Come sempre mi succede, quando vengo risucchiata dalla routine lavorativa, i giorni se ne vanno non so bene dove, i fine settimana sono sempre troppo corti, le vacanze sono sempre troppo lontane e la sera, quando tutti dormono e c'è finalmente silenzio, non ho più la lucidità di raccontare. O forse, più semplicemente, non ho granché da raccontare.
Ma volendo fare il punto della situazione, in questa notte buia e tempestosa, in cui tutti, ma proprio tutti, dormono dalle 9.30pm, mi viene da stilare la seguente lista di fatti e frustrazioni:

  • lavorare a MD Anderson Cancer Center, dove, con proprio poca spocchia, abbiamo la missione di "Rendere il Cancro Storia", mi ha fatto realizzare abbastanza velocemente che a) avevo l'illusione di capire qualcosa di biologia del cancro, ma era appunto un'illusione; b) quello che sapevo era una piccola goccia in un'oceano di sapere; c) quello che pensavo essere all'avanguardia era almeno una decina di anni indietro rispetto alla vera avanguardia.
  • il mio io lavorativo è stato catapultato, con la sua piccola bolla di conoscenza, su un altro pianeta. Ogni giorno, lui poverino mette il capino fuori per cercare di assuefarsi all'aria che deve respirare nella nuova atmosfera, e, puntualmente, gli dà alla testa, perché troppo ricca di input. Allora ha sperimentato il seguente approccio: in capo a una conversazione, o a un meeting, in cui non si pronuncia una sola parola di chimica, ma solo di avanzatissima biologia, lui selezione e registra poche parole chiave, che poi cerca su google e legge e studia e interpreta in retrospettiva. 
  • anche il mio io chimico-freddo si è reso conto di essere indietro come la martinicca del carroccio, perché nel mondo moderno non si fanno più TLC, ma agili LC-MS e le vecchie care colonne hanno lasciato il posto alle macchinine automatiche con colonnine usa e getta che fanno tutto da sole.
  • l'unico che se la cavicchia è il mio io chimico-caldo, che ne sa abbastanza da avanzare a testa alta fra moduli e nuove sfide, almeno finché non fallirà nel consegnare l'attività per il primo studio preclinico di una cerca portata.
  • esiste ancora un io-mamma, relegato alla sera dalle 6 alle 9 e al fine settimana, che si barcamena fra cene, lavatrici, giochi, urla, scleri, pianti, piscina e infinite feste di compleanno. Quell'io mamma lì rimpiange il suo ex-sè SAHM e sperava di non entrare così velocemente nel vortice del non avere più tempo per far nulla, ma infondo sapeva che sarebbe finita così e quindi pochi fichi e pedalare.
  • nascosta bene, da qualche parte, infine, ci sono io. Quella che si guarda la sera allo specchio quando tutti dormono e non è che proprio si piaccia tanto, con ancora troppi chili da perdere, troppi pochi muscoli, qualche ruga e anche qualche capello bianco in più. Allora ho deciso che, siccome al momento la corsa non so proprio dove infilarla, se non a scapito del già risicato tempo dedicato alla prole, era il caso di mettersi a dieta. E sto facendo la fast diet, morendo di fame due giorni a settimana e nella fattispecie adesso. Sto anche facendo - di nuovo - il 30dayschallenge (plank, addominali, bridge, gambe e rotazioni). Per ora non ho raggiunto nessun risultato, ma non demorderò e andrò a letto, agognando un chilo di BBQ ribs. 

Monday, 9 March 2015

Date

Il 9 marzo dell'anno scorso, alle 6 di mattina, ci svegliammo per finire di prepare i bagagli. Un cabbie sarebbe venuto a momenti a prenderci per portarci all'aereoporto di Heatrow. Dopo poco avremmo preso il volo diretto per Houston, lasciando Londra e 8 anni di vita alle spalle, in una splendida mattina di sole.
Stamani, 9 marzo, alle 6 di mattina mi sono svegliata spostando Fabio mugolante che mi dormiva addosso come sempre, mi sono vestita, ho preso l'ombrello e mi sono incamminata a piedi, sotto la pioggia battente, con lo stesso stomaco arrotolato di un anno fa, verso una nuova avventura. 

Tuesday, 14 October 2014

L'ignoranza è un bene

Di fronte a una nuova sfida, confronto, esame di sorta, il mio cervello funziona negando il negabile.
Non so nulla, non voglio sapere, non voglio andare, voglio restare nella mia beata ignoranza e nel torpore delle serie TV.
Questo stato di negazione persiste finché non si arriva alle porte con i sassi, quando lascia il posto a panico concitato e molesto, corroborato, di solito e per fortuna, da una discreta dose di produttività.
Poi il panico velocemente smonta in un misto di menefreghismo coatto e di delirio di onnipotenza in cui le frasi "m'importa una sega" e "sono imbattibile" si alternano, lampeggiando a caratteri cubitali davanti a due occhi, i miei, a quel punto iniettati di sangue e follia.

Questo circolo aureo si ripete per qualunque cosa debba affrontare, da un viaggio intercontinentale itinerante da sola con 2 bambini e 6 valigie, a un esame medico o un colloquio di lavoro. Se non altro il vantaggio è che sto (quasi sempre) tranquilla fino a che non è troppo tardi per tirarsi indietro e a quel punto che sono in ballo... ballo. Lo svantaggio è che quasi mai sono sufficientemente preparata a affrontare quello che mi si para davanti e questo fa si che debba spesso ricorrere a una buona dose di improvvisazione.
Tale dote mi ha salvato in passato in numerose occasioni, tipo alle interrogazioni al liceo, però mi pare con gli anni stia perdendo il suo smalto. Speriamo che non mi lasci a piedi nel prossimo futuro.

Di sicuro noto un cambiamento in questo incipit dei miei secondi 40 anni: il tempo di dimostrare per me è finito. A chi piaccio piaccio, a chi non piaccio pace. Sento che per me è arrivato il tempo di sedersi, gongolare e possibilmente godersela - pur rimettendosi in gioco, quello sempre.

Tuesday, 30 September 2014

Confusione

Mi sento confusa.
Ho rinunciato a fare piani anni fa quando ho capito che, nel mio caso specifico, i piani andavano sempre all'aria e questo mi creava uno stress insopportabile. Ho quindi smesso di pianificare e mi sono sentita meglio. Adesso però mi sento in un limbo che inizia a darmi fastidio. Non so se come e quando cercare lavoro, quale lavoro e di che tipo. Non so se dare via o no la roba di F perché non so se voglio o no insistere per provare a avere un altro figlio (l'ultimo giuro). Non so se questa girandola di potenziale maternità prolungata è compatibile con la ricerca di lavoro (non ancora definito). Non so se e quanto staremo a Houston e se ci piace davvero stare in USA, o se vogliamo tornare in Europa e dove o addirittura varcare i confini di un altro continente.
È tutto talmente confuso e vago che mi viene solo voglia di dormire.
Non so per quanto ancora posso dare la colpa alla prolattina di questo torpore mentale e fastidio per l'ignoto. Ho usato la parola fastidio, non paura, perché la paura mi è estranea in questo momento. Può sembrare delirio di onnipotenza, ma è la verità. Non ho paura, sono infastidita.
Arriverò a un punto in cui dovrò dare un senso alla mia esistenza odierna, ma cosa definirà questo punto davvero non lo so.
Quando in casa si parla della possibilità di spostarsi di nuovo, il sentimento principale è eccitazione, come se mi chiamassero per una nuova missione o avventura. Poi subentra anche la fatica del ripartire da capo, ma in tutta onestà è un sentimento secondario. Il primo è eccitazione.
Forse avrei dovuto vivere una vita del tutto diversa. Avrei dovuto partire per missioni brevi a giro per il mondo e tornare sempre a casa a Firenze. Questa forse sarebbe stata la vita che mi si addiceva.
O forse sarei dovuta nascere in un secolo diverso, maschio e fare l'avventuriero.


Tuesday, 2 September 2014

The game is back on

Sherlock - Mini episode 2013
Mi tocca mettermi a cercare lavoro. Voglia ne ho meno che zero. Ma mi tocca per tutta una serie di motivi validissimi su cui non mi dilungo. Considerando che ho solo poco tempo al giorno per dedicarmi a questa ludica attività, meglio darsi una mossa.
A Houston ci sono più PET centre (che sta per Positron Emission Tomography e non per cuccioli di cane e gatto, ed e' anche scritto con lo spelling sbagliato) che supermercati. Questo però non significa che l'impresa sia più facile, perché tengo d'occhio gli annunci di lavoro da un po' e non mi pare che esca nulla di interessante.
In un mondo ideale, vorrei lavorare part-time e mandare a scuola i figlioli full-time così da avere il tempo che deriva dalla sottrazione full-part per farmi i cazzi miei e tenere medio-basso il numero di panni da lavare. Vorrei anche continuare a far ricerca, ma non so, buttarmi nel commerciale, ma non so se son capace e, come ultima spiaggia, insegnare, ma solo se mi lascia parecchio tempo libero. In altre parole, avendo le idee parecchio chiare, vediamo che ne esce. Intanto ho aggiornato i profili professionali pubblici del mio alter ego Dr Pis, cercando di nascondere il fatto che sono disoccupata dallo scorso novembre (o come mi piace definirmi - in maternità). A nessuno interesserà che nel mentre ho fatto un trasloco intercontinentale e un figlio. Ho anche aggiornato il CV (e non c'è voluto molto) e il file delle pubblicazioni, scoprendo che, senza accesso ai database, è una gran rottura di palle. Insomma, mi posso definire a metà strada nella salita della china dell'energia di attivazione. Vediamo se la supero o se rotolo all'indietro miseramente, battendo il culo per terra e continuando a fare la SAHM*!

*SAHM = Stay At Home Mum.

Sunday, 3 August 2014

Da grande vuole fare la scrittrice

Dopo quasi quattro anni che il mio vecchio blog Storie a Caso ha chiuso i battenti, ho deciso che ne faro' un libro. Un libro vero, di carta e con la copertina morbida, con anche magari una prefazione e la biografia.
In solo una o due copie, per me stessa, per mettere nero su bianco i cinque anni precedenti all'uragano e per la coppia di malandrini che brulica per casa, perché se io adesso potessi avere un libro con un pezzo di vita della mia mamma sarei la persona più felice dell'universo creato.

ps: se qualcuno è interessato a fare il correttore di bozze improvvisato è il benvenuto. è un agile file word di una settantina di pagine.

Monday, 2 December 2013

First day

First day as a Stay At Home Mum. It feels so strange and alien that I'm not sure how I'm going to react. Maternity leave was different. That was a break, intense and wonderful, with the certainty I was going back to my job, my salary, my 'normal' life. It was like a long holiday.
Now I feel a bit in the middle of nowhere, with a move to deal with, a baby to have in an unfamiliar country, and a job eventually to find. I should probably take it easy. Maybe I will, in a few days, when I'll be adjusted to this new life.
Bianca asked me about the nursery. She knows she is not going to go back and I fear she doesn't like the option. I've tried to explain her that the two of us are going to experience a real adventure together in the next few months, but I guess she would appreciate more her friends and old good routine. Now she is asleep and I'm writing. Tomorrow I have to think up something to fill up the day. What a weird concept! So unfamiliar, so overwhelming...

Friday, 29 November 2013

Last day

I'm not capable to say how I feel. I woke up, came in as usual. Everything so familiar which is even boring. I dropped Bianca off at nursery and when she walked away to join her friends laughing and shouting I realized that was it, that was her last day at nursery and my last day at work.
After 7 year I'm leaving Imperial College London.
Where am I going to go from now on, I don't know.

Saturday, 9 March 2013

Festa della donna

Non capisco tutto questo accanimento contro la festa della donna. Non capisco perche' non si possa avere rispetto e anche mimose. E anche rose per San Valentino e cioccolatini per la festa della mamma anche se forse piu' dei cioccolatini sarebbe gradita una boccia di vino, un massaggio e un giorno intero senza doversi preoccupare dei figli.
Comunque a parte gli scherzi, e' tutto vero che le pari opportunita' sono solo sulla carta e che le donne vengono pagare meno ecc. Ma, almeno nel mondo scientifico che e' quello che oramai bazzico da professionista da svariati anni, le donne non hanno le stesse opportunita' anche perche' son bischere!
Io per prima.
Perche' si credono incapaci.
Perche' credono che la maternita' le mettera' fuori gioco.
Perche' credono che qualcun altro sia piu' adatto di loro in una determinata posizione.
Perche' quando ti parlano cercano sempre di scusarsi di qualcosa che non hanno fatto invece di pompare quello che hanno fatto.
Perche' i loro CV sono pieni di 'good' and 'familiar' invece di 'stunning' and 'excellent'.
Perche' su 10 requirements richiesti per una posizione si focalizzano sull'unico che non hanno invece che sui 9 che hanno alla grande (forse dovevo scrivere questo post in inglese).

Mi fa incazzare che si parli sempre di non pari opportunita' e basta senza un vero e proprio esame di coscienza. Abbiamo bisogno di TROPPI positive feedback. Abbiamo bisogno di troppe coccole e rassicurazioni. Il mondo del lavoro NON te ne da'. Sei li e devi essere convinto di essere il migliore. Se ne sei convinto automaticamente lo sei perche' quello che fai di buono lo sbatti in faccia a chiunque e per quello che non fai dai la colpa a qualcun altro (possibilmente al collega del sesso opposto).
7 anni a Imperial College passati a osservare i colleghi maschi mi hanno almeno insegnato questa lezione. Un collega non amico mi disse una volta una cosa molto saggia: c'e' un'unica cosa che devi imparare lavorando qui (a IC): ARROGANCE.

Iniziamo a cambiare il modo in cui ci poniamo. Iniziamo a convincere il nostro datore di lavoro che il nostro cervello e' prezioso anche se prendiamo un anno di maternita', anche se lavoriamo meno perche' dobbiamo allattare i nostri figli e riprenderli all'asilo e che quello che noi facciamo nelle 9 ore che l'asilo e' aperto e' il triplo di quello che un uomo riesce a fare nel medesimo tempo (si sono sessista ma ho le prove). Eccheccazzo.


Sunday, 11 March 2012

A new phase

I'm approaching a new phase of my life. End of maternity leave, back to work, Bianca at nursery. I have mixed feeling about this whole thing. I was loving being a full time mum and having no worries except for nappies and feeds. I'm also concerned about someone else caring for my baby all day. On the other hand, it'll be good to be at work at full potential after so much time. I feel confused. I'm aware things will ever be the same for me at work. I don't think I'll ever be able to be so dedicated as I was before the storm. But I need to progress in my career at least a bit because I know I'll get frustrated if I start to feel stuck. It's all about learning how to do more in the less time I have, I believe. Let's see how it goes after the rainbow. Maybe the new spectrum of colours will help so see everything more clearly.

Tuesday, 5 April 2011

I did it!

Long and hard day, but eventually worth the effort. Now I can retire.

Monday, 4 April 2011

Why am I putting myself through this additional stress is a question which doesn't get any answer. It's my fault, I overdid, I seriously overestimated my psychological stability and now all I can think about is: I can't make it.
But I have no choice
But I can't make it
But I have no choice

This loop of thoughts is giving me a headache.
I just want to fall asleep and wake up in the summer.
I have the mind numb, no concentration, no entusiasm, no self confidence and basically I just don't want to do it.

But I have no choice.
Shit.