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Tuesday, 31 December 2019

Ready to kiss 2019 goodbye

Il 26 agosto e` iniziata la scuola per tutti e due, 3rd grade e kindergarten.
Il 2 settembre, lunedi`, sono partita per Montreal, per il congresso mondiale di Molecular Imaging, con non pochi pensieri in testa.
La domenica dell'8 settembre sono arrivata a casa un po' dopo l'ora di pranzo. John aveva gia` la valigia pronta. Dopo un paio d'ore, lo abbiamo accompagnato all'aereoporto, in partenza per New York, dove pianificava di stare almeno fino a fine anno, se non per sempre. Mi sono sentita stordita, contenta, triste, incazzata, sollevata e parecchi altri sentimenti tutti insieme.
La sera dell'8 settembre, verso le 9, all'ora della nanna, ho realizzo che entrambi i miei figli avevano i pidocchi (perche` se non siamo Fantozzi non va bene). Ne segue una corsa a CVS, una serie di shampi e lavatrici, una serie di madonne che pareva il giorno del giudizio e la realizzazione che chi ben comincia - la sua carriera da mamma single - e` meta` dell'opera.
E cosi` e` iniziata questa nuova avventura, con il marito la` e noi qua, di giorni fatti di routine e fine settimana decisamente piu` corti, ma ricchi del solito. La cosa che ho trovato piu` difficile e` stare sola con i miei pensieri, senza sfogo o confronto. Invece, contro ogni aspettativa, i miei figli sono riusciti a cavarsela grandemente. Di fatto, avere un genitore solo ha dei vantaggi: senza il babbo, la routine e` stata piu` rigida, ma le regole a volte piu` rilassate, le discussioni inesistenti per mancanza della controparte comunicativa, le beghe solo nella mia testa, quindi dal loro punto di vita, tutto e` sempre andato benone. Almeno a loro, a quanto pare, sono riuscita a trasmettere un minimo di stabilita`, quella che invece, manca assai.

Il 2019 finisce oggi ed e` stato uno di quegli anni che se ne e` andato via in un soffio, lasciandoci ancora appesi al filo dell'incertezza. Personalmente, inizio a non poterne piu`.

Che ho fatto non me lo ricordo. Ora provo a scriverlo.
Sono stata a Londra, in Scozia, in Cina ed in Italia. A Montreal, a Little Rock, San Antonio,  Cincinnati,  New York e New Orleans. Ho un mio tracciante che (forse) entrera` in clinical trial, ho pubblicato 5 o 6 papers, ho ricevuto un aumento di stipendio ed un bonus. Ho fatto passi importanti verso un maggiore benessere fisico e mentale, ho rinnovato consistentemente il mio guardaroba adeguandolo a una stile sciura-di-mezza-eta`, ho pedalato per 2693 miglia (4334 Km), in 173 ore e 36 minuti, con un totale di 1103 m di dislivello .
Eppure non mi pare di aver compicciato nulla e l'unica cosa che ho in capo e` che non sono dimagrita quanto vorrei.

Ditemi che non sono sola a sentirmi cosi`.

BUON 2020 a TUTTI



Monday, 11 December 2017

Hell or High Water


Ho scritto poco ultimamente e c'è un motivo. La verità è che non so dove il tempo sia sparito, specialmente da dopo Harvey.
Dopo Harvey è iniziata la scuola, il mio compleanno l'ho passato in volo, ho vissuto un mese e oltre in apnea sapendo di dover tornare in Italia da un momento all'altro, letteralmente cercando di programmare le cose della vita normale e il relativo back-up. Halloween me lo sono passato in volo, con la sola voglia di atterrare e vedere le foto dei bambini che erano andati al trick-or-treat senza di me. Poi ho respirato un attimo ed era già Thanksgiving. Ed ora è quasi Natale, non abbiamo programmato nulla, e non faremo nulla, perchè John è sempre per aerei e so che si vuole solo riposare. Ed anche io onestamente sono stanca. Se solo riuscissi a riposarmi stando a casa. Invece so già che poi mi gireranno a randello. Unico lato positivo è che i giorni di ferie si accumoleranno per l'estate. Psicologicamente tengo botta, barcamenandomi fra il denial e il mantra "come hell or high water".
Non mento quando dico che non ho avuto ancora modo di far mente locale che la zia non c'è più. Ogni tanto mi viene l'impulso di telefonare e poi mi ricordo che non c'è più nessuno a cui telefonare.
Ma guardiamo alle cose positive che questo fantastico 2017 ci ha regalato: once and for all, siamo sempre tutti relativamente sani, se non propriamente di mente. Poi su quattro viaggi in EU, due sono stati top: UK/Germania prima e Italia poi, da 10 e lode, chi per l'alcol, chi per le sgranate di pesce, entrambi per amici rivisti e ritrovati e mai perduti. Terzo, dopo 5 mesi buoni, posso dire che abbiamo instaurato una routine per rimettersi in forma che spero stia iniziando a dare qualche frutto. Il tough mudder per me è stato un notevole risultato: non avrei mai creduto di essere in grado, a 43 anni sonati e tre figli, di rimettermi a fare quelle minchiate. Sono anche a dieta al momento, in previsione della MS150, che forse, solo forse, sta dando qualche frutto. Se ne avrò voglia, sulla dieta scriverò un post a sè.
Intanto fra due settimane è Natale e noi siamo pronti, con l'albero fatto, il paesaggio di Natale di Lego - che a casa nostra rimpiazza il presepe - fatto e la Gingerbread house costruita - fra una bestemmia e quella dopo, per suggellare lo spirito natalizio. Però oh, provate voi a tirare su muri di icing e poi ditemi se uno non si deve incazzare. Stasera i pensieri sono offuscati dal sonno, dai troppi input, e da qualche assulutamente fondata preoccupazione. È bene che vada a dormire a al 2018 ci pensi in un altro momento. Spero sia clemente, il 2018, ma so già quello che mi si prospetta davanti e mentirei a dire che sono pronta.

Friday, 18 March 2016

Rientri fantozziani parte seconda

Firenze Santo Spirito

Questa vi piacera' molto.

Settembre 2013
Una mattina vado a lavorare e non mi sento molto bene. Nel mentre ricevo una chiamata di mia sorella che la nostra zia vecchierella non si e' sentita molto bene nemmen lei e e' sotto osservazione all'ospedale.
Presa dal panico, e volenterosa di aiutare, decido di andare a Pistoia per il finesettimana lungo, in modo da dare un po' di cambio alla mia sorella in ospedale, che poveraccia ha il figlio di pochi mesi.
La sera mentre aspetto che John torni da Oxford, faccio test di gravidanza che risulta essere positivo (era Fabio).
E cosi', incinta e triste, mi incammino verso Pistoia.
Dopo aver passato un paio di giorni con zia e sorella all'ospedale, sinceratami che non ci fosse nulla di piu' grave del solito, la domenica decido di andare a Firenze a trovare un'amica, tanto la sera della domenica sarei dovuta andare a Pisa a riprendere l'aereo che mi avrebbe riportato a Londra in nottata.
Ora si noti che a settembre a Firenze e' estate e a Londra inverno, quindi io, coscenziosa ed esperta, ho abbigliamento per due stagioni nel mio fido bagaglio a mano, che gia' che ci sono riempio con un po' di roba maternity che avevo prestato alla mia sorella.
La mia amica mi viene a prendere alla stazione con il suo figliolo nuovo. Abbiamo poche ore prima che io debba riprendere il Terravision per Pisa, ma meglio poco che nulla. Lei, grazie al figlio nuovo, ha il permesso di parcheggio ovunque e quindi si molla la macchina, con il mio trolley dentro, e si va a godersela in Santo Spirito, in maniche di camicia, a suon di cioccolata, teino spocchia e chiacchiere.
Quando si fa una certa, ci dirigiamo verso la macchina per riprendere il trolley e andare alla stazione e... surprise surprise... la macchina ce l'hanno portata via.
Perche' la mia amica aveva si il pass per parcheggiare dappertutto, ma evidentemente li' no!
La macchina portata via con dentro il mio trolley, contenente tutta la mia roba inglese, comprensiva di portafoglio, oyster card, maglia, giacchetto e chiavi di casa. Per fortuna con me avevo portafoglio italiano, passaporto e biglietto bus da Gatwick a Londra centro. Per fortuna, perche' senno' sarei stata spacciata. Vabbe' dai, poteva andare peggio, un mal che si rimedia, o no?
Dopo un attimo di panico, in cui abbiamo cercato di capire se valesse la pena di recuperare la macchina prima della mia partenza, abbiamo realizzato che no, non ce l'avremmo fatta e che anzi, se non muovevo il culo, avrei perso anche l'aereo.
Mi devo spicciare, ma se corro ce la faccio e poi potrebbe andare peggio, no?
Si, puo' sempre andare peggio: per esempio puo' venire giu' il temporale!
Corro via verso Santa Maria Novella e arrivo alla fermata del Terravision, completamente fradicia, in maglietta, leggins e scarpe aperte bagnate, e l'omino mi dice con nonchanche che, signora guardi a causa della pioggia i viali sono bloccati, il bus non entra in centro, non c'e' speranza che arrivi a Pisa in tempo.
Firenze quando piove si blocca, si sa, del resto, essendo Firenze nel deserto, alla pioggia poverini sono sono avvezzi, vanno capiti.
Sempre piu' fradicia, corro dentro la stazione e di grazia salto su un treno per Pisa in ritardo che sta chiudendo le porte. Senza biglietto, a questo punto mi pare il minore dei mali.
Il controllore non passa, la sorte e' con me (bisogna sempre giocare a Pollyanna).
A Pisa, sempre piu' infreddolita, salto su un taxi e urlo al tassista di correre all'aereporto, il quale mi scoppia a ridere in faccia e mi dice, testualmente: "Non mi vorrai mica dire che perdi l'aereo eh, cosi' conciata, tutta molle e con codesta borsetta..." "si, sticazzi perdo l'aereo si... andiamo per piacere che per oggi di corse anche basta, che sono anche incita..."
Arrivo all'aereoporto in disperazione. Ho freddo, ma piu' che altro ho il terrore di cosa ne sara' di me una volta a Londra, di notte, con meno di 10 gradi.
Al che realizzo che, no, non tutto e' perduto. Che i negozi all'aereoporto sono ancora aperti e ci sono anche i saldi.
E io ho il portafoglio italiano con il bancomat.
La sorte e' davvero con me.
Acchiappo una camicina fricchettona orrenda e una felpa della marina militare pisana (che ho ancora), mi cambio nel bagno e ricomincio a risorridere alla vita.
Anche 'sta volta me la sono sfangata.
A Londra, con le scarpe aperte che a quel punto si erano asciutte, mi stringo nella mia felpa nuova, cambio 10 euri in pounds, prendo il mio bus per il centro, il mio bus per casa e, a notte fonda, entro nel mio letto calduccio sperando che tutto questo tramestio non abbia nuociuto al bambinuccio appena concepito.
Mentre mi assopisco mi ripeto che, come al solito, io in Italia non ci devo andare, ma che vaffanculo, se tutto va bene, questo sara' un grande aneddotto.

p.s.
Il tramestio non ha nuociuto, anzi Fabio e' un toro. Evidentemente ha capito subito come gira l'universo di  su' ma'. Il trolley me lo ha riportato un caro amico venuto a Londra a festeggiare il suo compleanno qualche tempo dopo. La roba puzzava un po' ma poteva andare peggio. Il compleanno del mio amico e' stato uno dei giorni piu' divertenti di sempre. Questo aneddotto anche. Dopo 3 anni...

Tuesday, 15 March 2016

Rientri fantozziani parte prima

...NOT!

E' un po' che mi ripropongo di scrivere questo post, ma poi mi trattengo sempre, perche' non voglio farmi prendere per quella che si piange addosso, che le sfighe succedono a tutti.
Sacrosanto.
Ma a me succedono ogni volta che vado in Italia. Come se il mio karma italiano fosse cosi' lurido che devo scontarle tutte con anche gli interessi.
Reduce da una sfiga Houstoniana, fresca fresca come l'ova di giornata (stanotte mi hanno tagliato la luce per un errore con il pagamento automatico dell'ultima bolletta, sono sola coi bambini, la macchina e' rimasta bloccata in garage e c'era pure vento contro cui pedalare - meno male non pioveva), mi e' presa ispirazione di levarmi un po' di sassi dalle scarpe, presentarmi in versione frignetta e raccontare qualche sfiga Made in Italy.
Ne ho selezionate quattro, ma, giuro sull'animaccia mia dannata, che ce ne sono varie altre e succose. Siccome non voglio essere succinta, ho deciso che raccontero' una sfiga a post. Evvaffanculo

Natale 2012
Come e' noto siamo sempre randagi quando si rimpatria per Natale, specie da quando, nel lontano agosto del 2011, decisi di affittare permanentemente il mio amato/odiato appartamentino. Allora fu un fatto necessario, dato che avevamo appena comprato casa a Londra ed eravamo rimasti con 60 GBP in tasca.
Per il Natale dell'anno dopo pero' l'inquilino se ne era andato e, dato che noi dovevamo arrivare per l'ultimo dell'anno, quale migliore occasione di trascorrere una settimana nel mio appartamento e, gia' che c'eravamo, inaugurare il rientro in possesso temporaneo con la festa di Capodanno Children Friendly? E siccome il mio appartamento e' dietro la stazione del treno e davanti alla fermata del bus, perche' mai avremmo dovuto prendere una macchina a noleggio?
Arriviamo cosi' trafelati il 31 pomeriggio, dopo volo dalla Sicilia, terravision da Pisa a Firenze e bus dalla stazione a casa, entriamo in casa e... ci hanno staccato la corrente. Eh si, perche' il mio inquilino, liberando l'appartamento, aveva disdetto il contratto e omesso di rimettere il contratto a nome mio. In meno di 24 ore l'Enel aveva ben pensato di lasciare al buio la casa, senza se e senza ma. Ma che magnifica efficienza. Fiduciosa che la stessa efficienza si sarebbe verificata al momento in cui avessi chiesto di riattaccare la corrente a nome mio, chiamo il servizio clienti. Mi risponde una signora che mi dice che per riattaccare la luce ci vogliono almeno 5 giorni lavorativi, che, sa come e' signora, siccome sono le vacanze di Natale anche 10, che costa piu' di 100 euro e che per stasera proprio non c'e' nulla da fare. Ne' per stasera, ne' per il resto della nostra permanenza italiana.
Quindi sono le 6pm dell'ultimo dell'anno e siamo a) stanchi, b) con una bambina di poco piu' di un anno infreddolita, c) con una festa di capodanno da riorganizzare, d) con un tetto da trovare ed e) a piedi.
Le madonne hanno iniziato a fioccare rosee giu' dal cielo con angeli, arcangeli e suoni di flauti sempre piu' fluttuose e abbondanti via via che chiamavamo alberghi tutti pieni e noleggi macchina tutti chiusi. In quel momento ho giurato e spergiurato che mai piu' e mai poi sarei tornata in Italia. Perche' nessuno si merita si rientrare in casa per le vacanze di Natale e avere questo tipo di accoglienza.
Se solo avessi mantenuto quella promessa le prossime tre sfighe non sarebbero potute essere narrate.

p.s.
La festa di capodanno, dopo varie negozziazioni, fu spostata a casa di un'amica e noi ci collocammo a casa di un altro amico, che ci presto anche la sua mitica pandina oramai defunta.
Forse e' perche' ho dei grandi amici che alla fine torno in Italia.
E perche' mi da' sempre dell'ottimo materiale su cui scrivere.

Thursday, 14 January 2016

Equilibrio metastabile

Questo trasloco ha avuto un contraccolpo inaspettato di malumore, stress, incomprensioni, tendenze omicide e aggressivita' inconsueta. In casa mia, da qualche giorno a questa parte si urla, scalcia, batte i piedi per terra, tira testate del muro, in scene apocalittiche di cui ci si dovrebbe tutti quanti, grandi e piccini, solo vergognare.
Visti da fuori si sembra matti.
Visti da dentro, un po' mi scappa da ridere. Fosse la prima volta che ci si sposta del tetto natio, potrei capire, ma all'ennesima si dovrebbe aver capito che basta avere un po' di pazienza che poi ognuno, come per magia, ritrova i propri spazi e sa dove sono le pentole, l'interruttore del bagno e il peanut butter. Invece al momento e' un delirio di gente che corre in qua e in la' senza sapere bene perche'.
Per combattere tutto questo casino e mantenere un minimo di sanita' mentale, ogni sera, quando i bambini sono lavati e impigiamati, vado a casa vecchia con la scusa di traslocare qualcosa. La verita' e' che vado li, mi prendo il cappuccino, lavucchio, metto due cose nelle scatole, butto via qualche cartaccia, e mi godo un'ora di silenzio. Completo silenzio.
Mi manchera' quell'appartamentino troppo stretto con troppo spazio sprecato nei bagni. Quell'appartamentino pensato non per una famiglia, ma per un single, che a casa non ci cucina, ma evidentemente necessita si una zona notte agiata. Dopo tutte le maledizioni che gli ho mandato, inciampando in una bambola, pestando un lego e facendomi spazio fra le scatole di cereali. potrei addirittura contemplare di tenerlo, sotto falso nome, fino al giorno in cui mettero' Fabio su un pick-up destinazione college.

Tuesday, 12 January 2016

Stabilita' questa grande sconosciuta


Londra - Houston
E con questo fanno 7.
7 case, da quando ho lasciato il tetto familiare, in cui ho vissuto almeno un anno - con un record massimo di 4 e qualcosa e minimo di un po' meno di due.
11 case si se vogliono considerare anche le due a Firenze prima di casa Maggiorelli, la stanza nello studentato a Parigi e il monolocale a Dresda.
5 case con John
3 case con anche la Bianca
2 case con tutta la truppa.
Troppe case.
Emozionalmente oramai e' come cambiare albergo, fisicamente una immensa fatica a aprire e chiudere scatoloni, che pero' oramai faccio con la disinvoltura con cui cuocio la pasta.
Questa volta almeno abbiamo talmente poca roba che davvero e' stato quasi come cambiare motel durante un road trip.
Mi consolo che almeno pare si stia andando nella giusta direzione, sempre meno junk e case sempre piu' grandi. Io e John siamo partiti con uno studio flat di 16m2 nel ridente borghetto di White City (accanto a ospedale e prigione) e, ad oggi, siamo arrivati a una townhome di tre piani con abbondanza di stanze, bagni, garage e amenity americane varie (ma niente letto) nel cuore posh delle Houston medioborghese.
I bambini corrono impazziti da un muro all'altro come se fossero in palestra, si lanciano dalle scale e rotoLano ovunque, mentre io ho da litigare per avere il permesso di comprare un nuova libreria Billy per poter disporre i miei libri in maniera visibile. Perche' lui, il minimalista, in salotto, ci vuole fare capoeria.
Il minimalista sull'uscio

Wednesday, 16 December 2015

Natale con i tuoi

Questo periodo in cui corro e basta e non ho banane nemmeno per farmi la doccia non sembra andare migliorando. Se non fosse che sto accumolando stanchezza e malumore me ne preoccuparei poco, ma tutto 'sto tramestio sta iniziando a farsi pesante sulle mie povere spalle, quando invece vorrei solo godermi lo spirito natalizio.
Dopo 9 anni, cioe' da quando sono espatriata, questo sara' il primo anno in cui non andremo in Italia per Natale e, onestamente, non mi dispiace un granche'.
Le feste sono sempre divertenti a casa, rivedo un sacco di amici e parenti, tutti sono sempre pieni di entusiasmo e di solito passo un bel periodo mangiando e trastullandomi, se pur dovendo incastrare piu' impegni del principe d'Inghilterra.
Pero', specialmente da quando ho permanentemente dato in affitto il mio appartamento, cioe' in concomitanza della nascita della B, a Natale siamo sempre stati strasciconi in case improvvisate, quando ospiti, quando in affitto. Siamo sempre stati bene, nessun frainteso, ma ho sempre dovuto fare un po' di sforzo per far si che quelle case improvvisate, spesso vuote, avessero aria di Natale. Ho sempre fatto alberi al volo, messo addobbi rattoppati ripescati in garage della zia e fatto finta che quelle fossero casa nostra, dove Babbo Natale arriva la notte di Natale con la renna Rudolf e lascia i pacchetti. Meglio traslasciare in questo post il fatto che per Natale siamo sempre stati peggio di Fantozzi e non c'e' praticamente mai stato verso di non incazzarsi per qualcosa o stare in pena per qualcos'altro.
Ecco, quest'anno non avevo proprio il cuore di affrontare l'ignoto e sono contenta che casa nostra sia nostra per davvero, che l'albero sia in piedi da dopo Thanksgiving, che babbo Natale abbia avuto l'indirizzo giusto sulla letterina fin da subito e che soprattutto non io non mi debba ritrovare a correre in lungo e in largo per l'Italia per vedere tutti e non fare torto a nessuno.

 A documentare che per Natale, mi sono sempre impegnata a far si' che sembrasse Natale: nella foto i miei Natali zingari. Da in alto a sinistra a in basso a destra: Sesto 2013, San Niccolo' 2011, casa Texas 2015, zia Teresa 2014 (si fece l'albero a lei, perche' tanto per Natale s'era via).
Buone Feste a tutti se un ci si risente.

Tuesday, 30 December 2014

Di questo e quello

Palazzo Vecchio - Firenze (acquarello, autore ignoto)

Avrei voluto intitolare questo post 'Di quanto mi manca l'Italia, ma non gli Uffici pubblici, la burocrazia e le istituzioni', ma era troppo lungo.
Ma partiamo dall'inizio. Io e daddyJohn ci siamo sposati l'anno scorso in fretta e furia per questioni non d'amore. Essendo presi dalle questioni per cui ci siamo sposati (il visto per andare in US), ci siamo totalmente scordati di cambiare lo stato civile all'ambasciata italiana. Nessuno si è preoccupato di ricordarcelo e quindi il tempo è passato senza conseguenze di sorta. Poi è nato il piccolo Fabio-terremoto. Fabio è americano grazie allo ius soli e ha ottenuto il passaporto italiano all'ambasciata di Houston senza problema alcuno. Se non che, un giorno ricevo una chiamata dall'ambasciata che mi dice che Fabio non può essere iscritto all'anagrafe di Firenze (mio ultimo comune di residenza, sennonché casa, sennonché città più bella del mondo) perché si richiede di iscriverlo come figlio legittimo di una coppia che non risulta legittimamente sposata.
Ops... il certificato di matrimonio non è arrivato in Italia. E che ci vuole direte voi? Portalo all'ambasciata. Ok... lo porto. Prendo e vado e mi dicono che serve l'apostilla (bollo), che però deve provenire dall'AIRE di Londra. Posso farlo abbastanza semplicemente per posta, ma dato che ho già il volo per Firenze penso (stolta): 'e che ci vorrà? lo faccio direttamente in Italia'. Stolta...  
A Firenze, una volta rinvenutami, piglio i figlioli, li monto in macchina e vado all'anagrafe, dove mi comunicano che loro non fanno di certo trascrizioni di atti di matrimonio, tanto meno se avvenuti all'estero. Devo chiamare l'AIRE di Firenze. Chiamo e la signora al telefono, che è proprio quella che ha contattato Houston e sa tutto di me, dopo avermi fatto il riassunto della mia storia, di cui ero già a conoscenza, essendo mia, mi dice che probabilmente devo fare la trascrizione tramite AIRE, ma che già che sono qui posso provare a Palazzo Vecchio - Ufficio nascite, morti e matrimonio. Se a Palazzo Vecchio mi facessero storie, mi consiglia provare a Trabia (provincia di Palermo, ultimo comune di residenza di daddyJohn), perché magari, sai com'è, a Trabia rompono meno, specie se ci mando mio marito, ex-residente e siciliano... vabbè...
Chiamo Palazzo Vecchio e mi dicono che, ora non sono aperti di certo, ma che lo fanno sì, basta riempire un modulo.
Il giorno dopo prendo i figlioli e vado a Palazzo Vecchio, dove una signora molto gentile mi porge il modulo, ma mi dice che non me lo possono registrare di certo il certificato, perché è in inglese e ci vuole una traduzione giurata. Cosa sia esattamente una traduzione giurata lei non lo sa (figurati io) e tantomeno sa chi me la può fare.
A questo punto la mia calma zen si incrina e iniziano a volare le madonne, sotto il Davide che mi guarda di sbieco. Chiedo a un po' di amici, mi danno il numero di un notaio. La segretaria non lo sa di certo se il notaio fa le traduzioni giurate e il notaio ora non c'è, sta andando a Prato. Chiamo a Prato, ma il notaio non c'è, sta venendo da Firenze. La segretaria non lo sa di certo, ma glielo chiede e mi richiama. Il notaio fa traduzione giurate alla modica cifra di 150 carte - o meglio la traduzione la fa te e lui la firma. Intanto cerco su google 'traduttori giurati Firenze'. Ne trovo uno, chiamo, spiego. Mi dicono che posso portare il certificato il martedì e che il venerdì mattina è pronto di certo e lo posso direttamente portare a Palazzo Vecchio chiudendo la questione.
Il martedì prendo i figlioli e, speranzosa, torno in centro. La traduttrice giurata mi dice che non ce la fa di certo per il venerdì. Lei, certo, la traduzione la farebbe in 3 giorni (anche perché ci vogliono 10 minuti, compreso il tempo di accende il PC),  ma deve andare in tribunale a mettere l'apostilla e ci vogliono 7 giorni lavorativi. Al che io dico che nessuno a Palazzo Vecchio ha mai parlato di apostilla, ma solo di traduzione giurata. La traduttrice non lo sa di certo se ci vuole o no l'apostilla, loro l'apostilla, che costa di 16 euri e allunga i tempi di una settimana, la mette perché non si sa mai. Sul  perché non si sa mai mi si è definitivamente tappata la vena, complice la somma molestia dei figlioli, decisamente annoiati da tutti questi giri per uffici.
Che significa, perché non si sa mai? Ci vuole o non ci vuole questa cazzo di apostilla?
Richiamo Palazzo Vecchio li su due piedi e  il primo operatore non lo sa e mi passa il secondo, il secondo non lo sa e prova a passarmi la terza che però è occupata e sarà libera non prima di mezz'ora. All'Ufficio nascite, morti e matrimoni del comune di Firenze, nessuno sa (a parte la signora occupata, forse) se per registrare un certificato straniero di nascita, morte e matrimonio ci vuole o non ci vuole una minchia di apostilla, la quale di solito viene messa comunque, perché non si sa mai.

Me ne vado, trascinandomi dietro figli ululanti che placo solo con una tortina di frutta molto grande con molte fragole e molto piena di crema pasticciera. Non sono riuscita, con 3 viaggi in centro e 6 o 7 telefonate, a registrare il mio certificato di matrimonio.

Tuesday, 14 October 2014

L'ignoranza è un bene

Di fronte a una nuova sfida, confronto, esame di sorta, il mio cervello funziona negando il negabile.
Non so nulla, non voglio sapere, non voglio andare, voglio restare nella mia beata ignoranza e nel torpore delle serie TV.
Questo stato di negazione persiste finché non si arriva alle porte con i sassi, quando lascia il posto a panico concitato e molesto, corroborato, di solito e per fortuna, da una discreta dose di produttività.
Poi il panico velocemente smonta in un misto di menefreghismo coatto e di delirio di onnipotenza in cui le frasi "m'importa una sega" e "sono imbattibile" si alternano, lampeggiando a caratteri cubitali davanti a due occhi, i miei, a quel punto iniettati di sangue e follia.

Questo circolo aureo si ripete per qualunque cosa debba affrontare, da un viaggio intercontinentale itinerante da sola con 2 bambini e 6 valigie, a un esame medico o un colloquio di lavoro. Se non altro il vantaggio è che sto (quasi sempre) tranquilla fino a che non è troppo tardi per tirarsi indietro e a quel punto che sono in ballo... ballo. Lo svantaggio è che quasi mai sono sufficientemente preparata a affrontare quello che mi si para davanti e questo fa si che debba spesso ricorrere a una buona dose di improvvisazione.
Tale dote mi ha salvato in passato in numerose occasioni, tipo alle interrogazioni al liceo, però mi pare con gli anni stia perdendo il suo smalto. Speriamo che non mi lasci a piedi nel prossimo futuro.

Di sicuro noto un cambiamento in questo incipit dei miei secondi 40 anni: il tempo di dimostrare per me è finito. A chi piaccio piaccio, a chi non piaccio pace. Sento che per me è arrivato il tempo di sedersi, gongolare e possibilmente godersela - pur rimettendosi in gioco, quello sempre.

Friday, 3 October 2014

A volte bisogna sputare fuori veleno

"C'è un posto dentro te in cui fa freddo, è il posto in cui nessuno è entrato mai, quella che non sei"

Ho sempre pensato che queste parole di Ligabue mi descrivessero alla perfezione e non mi sono mai capacitata di come le persone che avevo più vicine non lo vedessero. Era così chiaro. Eppure le lacrime che puntualmente scendevano ogni volta che quella frase risuonava nell'aria, hanno sempre colto tutti di sorpresa.

Oggi ho letto un post che mi ha ricordato che quel posto, gelido, oscuro, sepolto chissà dove, è sempre lì e lì sempre sarà.

La mia mamma è morta che aveva esattamente la mia età, anzi no, qualche mese di più. Aveva 40 anni e 9 mesi. La mia età più il tempo che le ci era voluto a fare me. Ho sofferto tutta la vita la sua mancanza, come è ovvio che sia. Da quando però sono mamma, non faccio che pensare a come si debba essere sentita lei quando ha saputo che inesorabilmente non ci avrebbe visto crescere. Quella rabbia che alberga dentro di me da sempre, ha preso nuovi contorni e raggiunto nuove sfumature di nero.

L'anno scorso scrissi un post su come, inconsciamente, abbia sempre pensato che avrei subito lo stesso destino di mia madre. Lo penso sotto sotto anche ora e questo spiega molto del mio iper-cinetismo o della mia avversione verso i medici. Ma se solo sfioro il pensiero di dover lasciare i miei figli, sento che quel buco nero diventa una voragine immensa e senza fondo e ho paura anche solo a affacciarmici.

Eppure prima o poi dovrò prendere il coraggio a due mani e tuffarmici dentro, con la speranza di risalire e essere una persona migliore.

Tuesday, 2 September 2014

The game is back on

Sherlock - Mini episode 2013
Mi tocca mettermi a cercare lavoro. Voglia ne ho meno che zero. Ma mi tocca per tutta una serie di motivi validissimi su cui non mi dilungo. Considerando che ho solo poco tempo al giorno per dedicarmi a questa ludica attività, meglio darsi una mossa.
A Houston ci sono più PET centre (che sta per Positron Emission Tomography e non per cuccioli di cane e gatto, ed e' anche scritto con lo spelling sbagliato) che supermercati. Questo però non significa che l'impresa sia più facile, perché tengo d'occhio gli annunci di lavoro da un po' e non mi pare che esca nulla di interessante.
In un mondo ideale, vorrei lavorare part-time e mandare a scuola i figlioli full-time così da avere il tempo che deriva dalla sottrazione full-part per farmi i cazzi miei e tenere medio-basso il numero di panni da lavare. Vorrei anche continuare a far ricerca, ma non so, buttarmi nel commerciale, ma non so se son capace e, come ultima spiaggia, insegnare, ma solo se mi lascia parecchio tempo libero. In altre parole, avendo le idee parecchio chiare, vediamo che ne esce. Intanto ho aggiornato i profili professionali pubblici del mio alter ego Dr Pis, cercando di nascondere il fatto che sono disoccupata dallo scorso novembre (o come mi piace definirmi - in maternità). A nessuno interesserà che nel mentre ho fatto un trasloco intercontinentale e un figlio. Ho anche aggiornato il CV (e non c'è voluto molto) e il file delle pubblicazioni, scoprendo che, senza accesso ai database, è una gran rottura di palle. Insomma, mi posso definire a metà strada nella salita della china dell'energia di attivazione. Vediamo se la supero o se rotolo all'indietro miseramente, battendo il culo per terra e continuando a fare la SAHM*!

*SAHM = Stay At Home Mum.

Monday, 12 May 2014

One of those weekends

spent entirely at home to reorganize pointless items arrived with our 58 boxes from London. My favoured weekends...
A nice 39+ C fever on top of this.
So I can now count a grumpy unwell little girl tearful most of the time, a hungry newborn which does what newborns do: preventing me to sleep properly, an hysterical husband who is trying to rationalise why that pair acts as they act and a house which looks like the scenario of a bomb explosion.
Now little girl is asleep, newborn is asleep, husband is relaxing at his computer. I'm left with the mess. And instead of tiding up, I chose to write this post. Fuck yeah!

Little girl awake: end of peace!

Sunday, 4 May 2014

Miss Europe

Yep, I must admit it. I bloody miss London, my friends, the vibe and inputs of the City I called home for such a long time.
And I must admit I bloody miss Florence, too. I barely remember how it was living there but sometimes memories come back when I read an article or a friend Facebook status.
Twice I was perfectly integrated and overall happy and twice I left.

We have a quite intimate lifestyle here. We know very few people and very often it's just the four of us trying to make sense of our lives. Everyone struggles for its own reasons: John with work,  future directions and having a almost three years old daughter which acts as a teenager; me with my issues of a high educated professional all of the sudden become a SAHM; Bianca with school, new friends, deciding if she's Elsa or Anna and her new role as big sister and Fabio with boobs, hiccups and poos (he is the one in the best position so far).

I know that things will get better in time, once we have friends and we'll have found our place. But for now it is a bit sad and a bit hard and sometimes I question if this was worth it after all.


Saturday, 18 January 2014

100happydays

Eccoci all'acqua. Quasi due mesi dopo aver smesso di lavorare, l'Italia in Italia e la Befana che si e' portata via le feste e il marito mi ritrovo alle 11.10pm da sola in casa con una bambina di 2 anni e mezzo malaticcia che ha deciso di esternare tutte le rimostranze facendo lo sciopero della fame, svariate notti insonni passate pensando a come trasportare bagagli in su e in giu' per il globo e la consapevolezza che non avro' mai una casa permanente al punto di potermi permettere di spendere 2000 euro in un letto che mi piace davvero perche' sara' il letto definitivo.

Scommettiamo che il nostro prossimo letto sara' un altro Malm dell'Ikea. Li abbiamo avuti (e montati) tutti, ci manca giusto quello nuovo con lo spazio sotto per stiparci scatoloni di cose inutili di cui dovro' disfarmi tutto insieme al prossimo trasloco. Disfarmi di cose se non inutili, non riutilizzabili e' la mia attivita' principale. Tipo i vestiti della Bi gelosamente lavati, stirati e catalogati per taglia. O i miei vestiti di tre gravidanze fa che oramai sono un attimo passati di moda - o io non ho piu' l'eta' e/o il fisico e/o l'occasione per mettere. 

Traslocare ogni tre anni rompe. Traslocare incinta ogni 3 anni ancora di piu'. Essere da soli e incinta con un bambina di 2 anni e mezzo in protesta non ne parliamo. Nel mentre almeno la mia mente organizzativa ha organizzato le cose pratiche (durante le notti insonni di cui sopra) ma non e' stata capace di gestire il senso di solitudine che ogni tanto mi assale. Come stasera. Perche' a conti fatti sono da me e punto. 

Nel mentre per ricordarmi che le cose buone succedono, mi sono iscritta a www.100happydays.com sperando di riuscire a arrivare infondo. Su Instagram.

Saturday, 9 March 2013

Festa della donna

Non capisco tutto questo accanimento contro la festa della donna. Non capisco perche' non si possa avere rispetto e anche mimose. E anche rose per San Valentino e cioccolatini per la festa della mamma anche se forse piu' dei cioccolatini sarebbe gradita una boccia di vino, un massaggio e un giorno intero senza doversi preoccupare dei figli.
Comunque a parte gli scherzi, e' tutto vero che le pari opportunita' sono solo sulla carta e che le donne vengono pagare meno ecc. Ma, almeno nel mondo scientifico che e' quello che oramai bazzico da professionista da svariati anni, le donne non hanno le stesse opportunita' anche perche' son bischere!
Io per prima.
Perche' si credono incapaci.
Perche' credono che la maternita' le mettera' fuori gioco.
Perche' credono che qualcun altro sia piu' adatto di loro in una determinata posizione.
Perche' quando ti parlano cercano sempre di scusarsi di qualcosa che non hanno fatto invece di pompare quello che hanno fatto.
Perche' i loro CV sono pieni di 'good' and 'familiar' invece di 'stunning' and 'excellent'.
Perche' su 10 requirements richiesti per una posizione si focalizzano sull'unico che non hanno invece che sui 9 che hanno alla grande (forse dovevo scrivere questo post in inglese).

Mi fa incazzare che si parli sempre di non pari opportunita' e basta senza un vero e proprio esame di coscienza. Abbiamo bisogno di TROPPI positive feedback. Abbiamo bisogno di troppe coccole e rassicurazioni. Il mondo del lavoro NON te ne da'. Sei li e devi essere convinto di essere il migliore. Se ne sei convinto automaticamente lo sei perche' quello che fai di buono lo sbatti in faccia a chiunque e per quello che non fai dai la colpa a qualcun altro (possibilmente al collega del sesso opposto).
7 anni a Imperial College passati a osservare i colleghi maschi mi hanno almeno insegnato questa lezione. Un collega non amico mi disse una volta una cosa molto saggia: c'e' un'unica cosa che devi imparare lavorando qui (a IC): ARROGANCE.

Iniziamo a cambiare il modo in cui ci poniamo. Iniziamo a convincere il nostro datore di lavoro che il nostro cervello e' prezioso anche se prendiamo un anno di maternita', anche se lavoriamo meno perche' dobbiamo allattare i nostri figli e riprenderli all'asilo e che quello che noi facciamo nelle 9 ore che l'asilo e' aperto e' il triplo di quello che un uomo riesce a fare nel medesimo tempo (si sono sessista ma ho le prove). Eccheccazzo.


Tuesday, 5 April 2011

I did it!

Long and hard day, but eventually worth the effort. Now I can retire.

Monday, 4 April 2011

Why am I putting myself through this additional stress is a question which doesn't get any answer. It's my fault, I overdid, I seriously overestimated my psychological stability and now all I can think about is: I can't make it.
But I have no choice
But I can't make it
But I have no choice

This loop of thoughts is giving me a headache.
I just want to fall asleep and wake up in the summer.
I have the mind numb, no concentration, no entusiasm, no self confidence and basically I just don't want to do it.

But I have no choice.
Shit.