Wednesday, 25 March 2020

Lettere ai tempi del coronavirus - I



March 3rd:
Trump: holy shit I might actually die, let’s ban all travels to Europe except for our British buddies.
Uk: mate, let’s go all darwinians! You know... immunity... antibodies... stuff... people will get it anyway, why bother. ‘Britons, get ready to loose some loved ones while we don’t do shit’
Trump: holy shit! I was instructed to take one good decision, now these assholes make me look even more of a dumbass. Let’s ban all travels to the UK too.

This is better than a comic book. Poor man, I feel for him. He doesn’t know how to handle normal business, let alone the plague!

March 16th:
Now it's time for realism. Kids will not go back to school any time soon, we will not go back to normal work routines for a few weeks (months?), our lives are upside down and stay this way for a while. Now it's time for planning, not panicking. One task at the time, while we try to reorganize our daily routine in this strange new normal. We can totally do it.

March 19th:
I have never been more proud of being a scientist.
Keep going, fellow virologists, show the world who deserves to be treated like a celebrity.

March 21st:
This coronavirus is giving the first world a much needed reality check

March 23rd:
Trump: America is great, the FDA is great, the FDA approved THE CURE for COVID-19, thanks to me. They did a great job. It's cheapest cheap, everyone can have it (maybe, if I feel enough of a socialist)
Han (FDA Commissioner) 2 sec later: Ehm... NOPE. HARD NOPE. The FDA has expedited a large clinical trial to see if this drug has ANY effect, in the first place, Mr President.
Like... scolded by Han on national TV. He so much wants to play hero but, truly, he has no fucking clue.

March 24th:
lesson I am learning from this COVID19 crisis, some good some bad:
-we are a freaking entitled society
-people start to realize they have to listen to experts: science has been many steps ahead on this crisis and it's gone unheard until it was too late (Italy is an example)
-scientists need to reclaim their role in society
-people start to realize that money doesn't buy you immunity to viruses
-entitled white old asshole is taking reasonable steps ONLY because his white fat ass is at risk
-kids can be left alone in the kitchen for hours and... they make you pancakes.

Saturday, 18 January 2020

Una vita senza plastica. Ci sto seriamente provando

Lo so, ve la meno dai tempi dei pannolini lavabili, ma oramai avrete inteso che se non si fa qualcosa di concreto... qua si brucia tutti come i koala in Australia in questi giorni.
Eliminare l'usa e getta è relativamente facile e onestamente lo faccio da sempre. Le buste di plastica vengono rimpiazzate dalle buste di tela, ai compleanni di bambini si usano piatti e posate normali, ci si abitua a girare con una bottiglia nella borsa.
Eliminare la plastica dalla mia vita, o quantomeno ridurla al minimo, si sta rivelando invece parecchio complesso.
Di seguito le mie mosse, ma sono molto interessata a ascoltare idee di chiunque, perche` sono molto lontana dal mio scopo, che è ZERO-PLASTIC entro fine anno.

- I sacchetti per la verdura sono stati rimpiazzati da mash bags che vanno in lavatrice e vengono riusate all'infinito. Hanno anche lo spazio per attaccare etichetta. Facile
- Spazzolini di bamboo.
- I figli vanno a scuola con lo snack in quelli che un tempo erano i sacchetti dei pannolini lavabili. Sono impermeabili, resistentissimi e bellini da morire.
- Il sapone per mani e corpo oramai entra in casa soltanto in forma di saponetta. Niente piu`sapone liquido o bagnoschiuma. Se ogni tanto vogliamo fare un bagno di lusso, mi sono data alle bath bombs.
- Ho fatto abbonamento a una compagnia che mi porta a casa sapone per lavatrice e lavastoviglie completamente senza plastica, solo cartone riciclato.
- La maggior parte della spesa di cibo settimanale viene fatta tramite Imperfect, una compagnia che ridistribuisce cibo che altrimenti verrebbe buttato perchè, per l'appunto, non perfetto. Il packaging è minimo e spero che trovino una soluzione per eliminare anche quel poco.
- I contenitori di plastica per alimenti verranno a breve rimpiazzati esclusivamente da vasetti di vetro, riciclati dai vari vasetti di sugo, marmellata ecc. Quelli che ho li consumerò e poi mai più. Per mandare cibo a scuola, contenitori di plastica dura, che almeno durano una vita (zero-plastica è davvero molto molto complesso, come dicevo).

Alla fine, eliminando saponi e plastica da alimenti, il volume si riduce assai, ma ancora non ho una soluzione per lo shampoo, ad esempio, perchè solido non mi piace e per quegli alimenti che vengono in busta sigillata. Se posso scegliere, compro solo quelli in cartone, o me li faccio, tipo il pane. I negozi plastic-free stanno diventando sempre più comuni, per fortuna, quindi magari la società mi darà una mano in questo intento.

Vi prego di condividere idee, incentivi, stili di vita. Se non si inizia a fare attivamente qualcosa, siamo fritti (forse letteralmente, a breve).

Tuesday, 31 December 2019

Ready to kiss 2019 goodbye

Il 26 agosto e` iniziata la scuola per tutti e due, 3rd grade e kindergarten.
Il 2 settembre, lunedi`, sono partita per Montreal, per il congresso mondiale di Molecular Imaging, con non pochi pensieri in testa.
La domenica dell'8 settembre sono arrivata a casa un po' dopo l'ora di pranzo. John aveva gia` la valigia pronta. Dopo un paio d'ore, lo abbiamo accompagnato all'aereoporto, in partenza per New York, dove pianificava di stare almeno fino a fine anno, se non per sempre. Mi sono sentita stordita, contenta, triste, incazzata, sollevata e parecchi altri sentimenti tutti insieme.
La sera dell'8 settembre, verso le 9, all'ora della nanna, ho realizzo che entrambi i miei figli avevano i pidocchi (perche` se non siamo Fantozzi non va bene). Ne segue una corsa a CVS, una serie di shampi e lavatrici, una serie di madonne che pareva il giorno del giudizio e la realizzazione che chi ben comincia - la sua carriera da mamma single - e` meta` dell'opera.
E cosi` e` iniziata questa nuova avventura, con il marito la` e noi qua, di giorni fatti di routine e fine settimana decisamente piu` corti, ma ricchi del solito. La cosa che ho trovato piu` difficile e` stare sola con i miei pensieri, senza sfogo o confronto. Invece, contro ogni aspettativa, i miei figli sono riusciti a cavarsela grandemente. Di fatto, avere un genitore solo ha dei vantaggi: senza il babbo, la routine e` stata piu` rigida, ma le regole a volte piu` rilassate, le discussioni inesistenti per mancanza della controparte comunicativa, le beghe solo nella mia testa, quindi dal loro punto di vita, tutto e` sempre andato benone. Almeno a loro, a quanto pare, sono riuscita a trasmettere un minimo di stabilita`, quella che invece, manca assai.

Il 2019 finisce oggi ed e` stato uno di quegli anni che se ne e` andato via in un soffio, lasciandoci ancora appesi al filo dell'incertezza. Personalmente, inizio a non poterne piu`.

Che ho fatto non me lo ricordo. Ora provo a scriverlo.
Sono stata a Londra, in Scozia, in Cina ed in Italia. A Montreal, a Little Rock, San Antonio,  Cincinnati,  New York e New Orleans. Ho un mio tracciante che (forse) entrera` in clinical trial, ho pubblicato 5 o 6 papers, ho ricevuto un aumento di stipendio ed un bonus. Ho fatto passi importanti verso un maggiore benessere fisico e mentale, ho rinnovato consistentemente il mio guardaroba adeguandolo a una stile sciura-di-mezza-eta`, ho pedalato per 2693 miglia (4334 Km), in 173 ore e 36 minuti, con un totale di 1103 m di dislivello .
Eppure non mi pare di aver compicciato nulla e l'unica cosa che ho in capo e` che non sono dimagrita quanto vorrei.

Ditemi che non sono sola a sentirmi cosi`.

BUON 2020 a TUTTI



Saturday, 24 August 2019

Nozze di ferro

6 anni fa abbiamo detto si`, anche se pensavamo che non ci saremmo mai sposati.
"Ma ti pare che il visto sia un buon motivo per sposarsi?" chiesi allora alla mia sorella.
Lei, saggiamente, rispose "E` in pratica l'unico buon motivo" (infatti non e` sposata, nonostante un mutuo e tre figli).
Quando dissi si`, 6 anni fa, lo feci nell'intento di tenere la nostra famiglia unita, nella famosa gioia e dolore. Allora la scelta di venire nella calda Houston, dopo 7 anni di umido londinese, fu presa in meno di 24 ore, in una notte insonne, su una linea telefonica che univa l'Inghilterra alla Svizzera.
6 anni (e un altro figlio) dopo, di nuovo siamo a un altro cambiamento epocale.
Allora ero eccitata di reinventarmi, dopo aver lavorato una vita intera, una Stay At Home Mom.
Adesso sono molto meno eccitata di reinventarmi Single Freaking Mom!
Non mi piace l'idea di passare - realisticamente - il prossimo anno da sola con due figli alle elementari, un lavoro a tempo pieno, pochissimo aiuto e veramente poco supporto emozionale locale.
Non mi piace l'idea che tu torni ogni tanto, probabilmente stanco morto, dopo ore di volo, per nemmeno due giorni pieni. Non mi piace che i bambini non possano condividere con te questo nuovo anno scolastico, specialmente perche` e` il primo anno di scuola vera per il piccolo F.

Ma io sono una persona, che nonostante tutto, ha la fama di andare all'equilibrio parecchio velocemente, quindi faro` la lista di quello che mi piace. E di cose ce ne sono, senno` non avrei supportato questa decisione cosi` destabilizzante.
Mi piace che tu abbia ritrovato buon umore ed energia, voglia di progettare, pianificare, fare e disfare.
Mi piace che ti si stia profilando davanti un nuovo ruolo lavorativo, spero con tutto il cuore che ti dia le soddisfazioni che quello vecchio non ti ha mai dato (e te le saresti meritate tutte).
Mi piace che tu stia progettando di essere il piu` possibile presente per i bambini e per me, nonostante la notevole distanza, e sono certa che loro si aggiusteranno al "new normal" in fretta come - non - faro` io.
Ed ora una piccola lista di cosa mi piace per me.
Mi piace che viaggemo, un sacco, come mai abbiamo fatto negli ultimi anni.
Mi piace che i bambini vedranno le foglie arancioni, la neve, e l'inverno vero.
Mi piace che abbiamo gia` cose da fare da qui a Natale.
Mi piace (un po') che avro` tanto tempo da sola con loro, per creare un rapporto personale che e` leggermente diverso da quello che c'e` se (quando) siamo tutti insieme.
Mi piace che mi sparero` infinite serie su Netflix.
Mi piace che saro` forzata a farmi degli amici, a chiedere aiuto, a conoscere gente.
Mi piace che ci incontremo, noi due soli, in parti a caso degli USA per andare in bici insieme.
Mi piace che, nonostante tutti questi anni, tutti i litigi quotidiani su chi deve fare la spesa o mettere a posto i lego, sull'innegabile fatto che io ho il fuoco al culo e tu sia una coach potato, si riesca a prendere decisioni cosi` grosse in meno di una settimana.
Mi piace che, come ha detto qualcuno, we'll get to hang out in MANHATTAN, ammetto che questa e` la cosa che mi piace piu` di tutto.

Credo che il matrimonio infondo sia questo, affrontare insieme la tempesta dei cambiamenti. E poi c'e` decisamente di peggio nella vita che essere forzati a passare del tempo in New York City!
.


Friday, 16 August 2019

Sotto il cielo di una estate italiana


C'e` un sacco di roba che bolle in pentola nella mia famiglia, non tutta porterà necessariamente a cambiamenti facili e altra richiederà aggiustamenti non da poco nelle routine familiari.
Tanto per movimentare ancora più le cose, quest'anno, per motivi di lavoro, noi 4 Calabreeze non abbiamo potuto pianificare una vacanza di famiglia.
Questo ha fatto si` che prendessi la decisione del secolo di sbolognarmi da sola due viaggi anda e rianda in Italia, il primo per portare in là la B ed il secondo, con F, per andarla a riprendere.
E così, ieri, io e la prole siamo rientrati, dopo 24 ore di viaggio, all'ovile. La B, a 8 anni appena compiuti, ha passato in tutto 2 mesi e 10 giorni su suolo italico, di cui 6 settimane... da sola.
In questi due mesi o poco più, è stata a Roma, Genova, Firenze e dintorni, in mari toscani e liguri, in Sicilia al mare fra Trabia e San Vito lo Capo, su e giù per la penisola insomma, fra spiagge, città e campagne di ogni tipo e gradazione.
Ha probabilmente visto più lei, a 8 anni, in una sola estate, di quanto un americano medio vede in una vita intera.
Ma cosa le sarà rimasto in testa? Come sarà stata davvero questa esperienza in solitaria in una terra che è la sua per origine, ma che è anche dall'altra parte del mondo rispetto a ciò che lei chiama casa?
Avremo un inverno intero per rielaborare questa strana estate, ma posso dire che, a caldo, mi pare che sia stata parecchio bene. La seconda cosa che mi ha detto, appena mi ha visto dopo 6 settimane, è che non vede l'ora di rivedere i cugini. La prima è che le sono mancata tanto, e che è stato difficile a volte, stare senza la mamma. Come era ovvio che fosse.
Conosco così bene quella sensazione. Di gioia mista a tristezza. Di divertimento misto a nostalgia. Di sentire che sempre manca qualcosina. Mia figlia è una emigrante per nascita. Non ha scelto lei questa vita, le è toccata ed ora anche lei sa che non è una vita facile. Però è una vita piena, che regala tante emozioni, tanti posti, tante storie, tanti amici diversi e colorati, tante lingue parlate con naturalezza.
Regala rentirsi cittadini del mondo... e veramente a casa da nessuna parte. È una vita bipolare.
Durante le chiamate serali, quando la nostalgia si facena sentire forte al momento di andare a dormire, le ho ripetuto sempre che doveva pensare alle cose belle che aveva vissuto durante quella giornata, quelle avrebbero aiutato a scacciare la tristezza.
"i giorni passano veloci e a casa torni presto, amore, ma quello che vivi li adesso, quello è un tesoro che porterai nel cuore per un anno intero, se non per sempre".
Lo dicevo a lei e a me allo stesso tempo. Io ho imparato, un po', dopo 13 anni. Lei (loro) avrà meno difficoltà, perchè questa vita bipolare è la sua, e non ne conosce altre.
Non credo che le rimanga il ricordo del Colosseo, o del duomo di Firenze, o del porto di Genova, ma spero si ricordi della gita a Roma col suo amico L, del ricamo che ha imparato dalle nonne pistoiesi, dei giochi coi cugini ai giardini del Luzzati, dei gelati e della focaccia, dei tuffi fra le onde del mare di Varazze e dei pesci in quello Siciliano, dei delfini visti mentre tornavamo a casa in barca, dei nonni e degli zii e del gioco di scopa con le carte siciliane che ha imparato a usare.
"Mamma lo so che te non le sai usare, perchè quelle toscane sono diverse, ma te lo insegno io"

Non vedo l'ora di vedere che cosa mi insegnerà, negli anni a venire, questa bambina di terza generazione, e quali avventure mi regalerà.



p.s.
F quest'anno è rimasto a casa con noi e si è vissuto quasi due mesi da figlio unico. Non sarà l'oggetto di un post, ma se l'è spassata alla grande!

Friday, 26 April 2019

I koala sono carini

L’altro giorno ho portato mia figlia in gita. Per pranzo al sacco, le avevo comprato uno di questi pranzi da bambini che hanno dentro una sorpresa. La sorpresa in questione erano delle schede con delle fotografie di animali che descrivevano una fatto riguardante l’animale fotografato. Il gioco consisteva sull’interrogarsi sui fatti relativi a quell’animale. Siamo andati avanti e indietro a scambiarsi fatti e conoscenza, fino a quando non mi ha chiesto che cosa sapessi del koala. Le ho elencato alcune caratteristiche dei koala ed ho concluso con “ma poi sono così carini“. “Mamma! Questo non è un fatto, questa è la tua opinione! per quanto la condivida, i koala sono carini è vero, questo non è affatto un fatto!“.
In un’epoca in cui mi trovo a discutere su Facebook con antivaccinisti, terrapiattisti, oncologi improvvisati, scienziati di Internet, politici della domenica, mi consola sapere che la differenza fra fatto e opinione è ben chiara nella testa di una bambina di otto anni. Il futuro porta della speranza!

Tuesday, 16 April 2019

Notre Dame de Paris

Era un milione di anni fa, no aspetta era il 1997. Io era un (bel) po’ più giovane, più in forma e più propensa a riempirmi gli occhi di bellezza. Avevo preso il primo aereo della mia vita ed ero andata a fare un pezzo di tesi a Parigi. A Parigi, per la prima volta via di casa, per tre interi mesi. I tre mesi fra i migliori della mia vita. Nella mia stanza di un metro quadro a Orsay, Paris Sud, mi sentivo una regina. Il venerdì sera io e i miei compagni di bagordi, Pisani - di nascita o di adozione - usavamo prendere l’ultima RER e andate a Parigi. Una mezz’oretta ed eravamo nel cuore di una delle città più belle del mondo. E stavamo fuori tutta la notte, di locale in locale, per finire con una crêpe alla nutella nell’attesa della prima RER che ci riportasse a letto, a giorno fatto. Lo chiamavano ‘cremare a Parigi’. Tre mesi di notti di bagordi, che, più spesso che no, iniziavano con un Greek (kebab) nel quartiere latino. Ed era così che Notre Dame, quasi sempre, dava il benvenuto a ogni memorabile fine settimana. Mille volte, mille e mille, ho alzato gli occhi verso quelle guglie stagliate lassù, nel cielo stellato, ed ho assaporato il significato di sentirsi completamente libero. Tutto è iniziato li, per me, fra quelle guglie, quei kebab e quelle immense camminate sulla Senna.
Il fuoco ha distrutto un bel po’, ma la struttura è salva. Spero che la Francia sappia ricostruite con eleganza e che fra un’altra manciata d’anni, quando mi ricapiterà di andare a Parigi, Notre Dame riuscirà di nuovo a stupirmi vestita con un abito nuovo.

Friday, 12 April 2019

Friend of the Forests


Oggi, dopo un anno esatto, ho cancellato la mia sottoscrizione a 4ocean, l'organizzazione che, in cambio di un braccialetto di perline di vetro riciclato a $20, rimuove (e ricicla) 1 pound (0.77 Kg) di plastica dagli oceani.
Ad oggi, hanno rimosso 4.252.150 pounds (quasi 900 tonnellate) di plastica dal mare.
Dei miei 12 braccialetti, uno e' al mio polso, gli altri sono stati o saranno (me ne sono rimasti 4, di cui 3 gia' prenotati) tutti regalati a amici, parenti, per passare parola sul fatto che il pianeta e' nostro, e non c'e' un Pianeta B. Se qualcuno vuole raccogliere la mia legacy, QUI il loro sito.
Un anno fa ho fatto un patto con l'ambiente, oltre a fare il mio nel mio piccolo. Ogni anno saro' membra di una organizzazione diversa, e dopo il mare, che ha segnato il 2018-2019, ho pensato di guardare in su, alle nostre foreste.
Questo per tre motivi, tutti validissimi: a) le nostre foreste (nostre USA) sono meravigliose, immense, affascinanti, templi sacri di divinita' profane. b) mi pare equo fare a rotazione fra i vari ecosistemi. c) il global warming e' qui, vero, reale, incombente e terribile e le foreste aiutano eccome a tenere a bada i nostri porcai. Piu' foreste, piu' polmoni puliti per tutti.
E cosi', da adesso, saro' una amica delle foreste, ma purtroppo non ricevero' gadget da regalare a nessuno.
Vi aggiorno su i miei prossimi movimenti.

Forests are the lungs of our land, purifying the air and giving fresh strength to our people.
 Franklin D. Roosevelt

Friday, 15 February 2019

Valentine Day

Non scrivo mai niente dei mie figli, perche' penso che la loro privacy sia importante, specialmente adesso che crescono. E si che ce ne sarebbero da raccontare di cotte e di crude.
Ieri era San Valentino, festa molto odiata dal mio scontroso marito e adorata dai miei figli solari, sopratutto perche', durante lo scambio senza ritengo di cartoline e cuoricini, ci scappano chilate di caramelle e cioccolatini.
C'erano dei regali anche per me e il riluttante padre. Fabio mi ha regalato una rosa e un biglietto e una delle sue infinite opere d'arte.
Bianca un biglietto con la seguente scritta:

I love you because
you keep me safe
and help me do
hard things
- Bianca

Mi ha trafitto il cuore peggio di cupido. Ma in senso positivo per una volta. Io, che mi sono sempre sentita (e tuttora mi sento talvolta) sola contro il mondo, in balia degli eventi, senza nesssuno sui cui poter fare affidamento, ho prodotto una figlia che si sente al sicuro e che mi vuole bene perche' l'aiuto a raggiungere obbiettivi complessi. 
Ho avuto i miei 30 min di realizzazione materna. A cosa deve servire senno' un genitore?
Da stasera posso ricominciare a urlare come un'aquila che la cena e' pronta, che la casa e' un macello e chi ci si lava le mani prima di cena e il culo prima di dormire, senza sentirmi troppo una MdM (Mamma di Merda).


Monday, 31 December 2018

Non credo di aver mai fatto un resoconto perchè che ci sarà mai da riportare... ma invece penso che, a una certa età, uno deve cominciare a rendicontare le cose belle, sennò alla fine non si fa che scrivere della fatica e delle beghe, e non va bene. Il 2018 non è stato male in fin dei conti: non certo tutto rose, fiori, colori e palloncini; ma sono successe tante cose importanti, che hanno contribuito a muovere pedine in varie direzioni. I risultati si vedranno negli anni a venire, ma speriamo che le mosse siano state azzeccate. La cosa principale è che siamo ancora tutti e 4 qui, sani e insieme, che già di per se è un traguardo non da poco. Siamo sempre a Houston, ed abbiamo consolidato l'idea di starci almeno un altro po', idea fattasi reale non senza incazzature, pianti, pensamenti e ripensamenti. B e F crescono, rompendo una discreta dose di palle e bilanciando con amore incondizionato (dato e ricevuto) in ugual misura. Io ho avuto quanche soddisfazione lavorativa e qualche delusione lavorativa, mi sento a tratti in trappola in un posto ostile e a tratti nel migliore del mondi possibili, insomma mostro sbalzi d'umore chiaramente attribuibili alla imminente menopausa. Il 2018 ha segnato la conversione della mia casa di Firenze in un Airbnb, progetto che cullavo da tanto tempo, che si è realizzato grazie a delle persone care che mi hanno aiutato in maniera incredibile. Abbiamo venduto la casa della zia, che poi è la casa in cui sono cresciuta, e, benchè non fosse culla di chissà quale ricordo meraviglioso, resta sempre un altro pezzetto di vita che se ne va. Ho infine guadagnato un nuovo nipote, ultima (credo) aggiunta a una banda nutrita di cugini. Ma la protagonista indiscussa del 2018 resta la bicicletta: lei (o meglio loro) ha segnato il mio ritorno allo sport, alla socialità legata alla vita sportiva (che poi sempre resta la parte megliore), il mio tentativo di riacquistare una decente forma fisica, la riscoperta della libertà provata quando i pensieri vanno liberi, il mondo scorre a lato e il vento soffia addosso (meglio se da dietro). Ogni ora rubata, ogni miglia pedalata, ogni birra bevuta in compagnia parlando di roba da addetti ai lavori tipo KOM, PR, segments, speed, avarage, ogni maglia sponsorizzata, ogni soldo speso in accessori o babysitter, valgono tutto l'oro del se riconquistato, della libertà ritrovata e del piacere di continuare a andare avanti.
Snow White, Bella and the Beast