Friday, 26 April 2019

I koala sono carini

L’altro giorno ho portato mia figlia in gita. Per pranzo al sacco, le avevo comprato uno di questi pranzi da bambini che hanno dentro una sorpresa. La sorpresa in questione erano delle schede con delle fotografie di animali che descrivevano una fatto riguardante l’animale fotografato. Il gioco consisteva sull’interrogarsi sui fatti relativi a quell’animale. Siamo andati avanti e indietro a scambiarsi fatti e conoscenza, fino a quando non mi ha chiesto che cosa sapessi del koala. Le ho elencato alcune caratteristiche dei koala ed ho concluso con “ma poi sono così carini“. “Mamma! Questo non è un fatto, questa è la tua opinione! per quanto la condivida, i koala sono carini è vero, questo non è affatto un fatto!“.
In un’epoca in cui mi trovo a discutere su Facebook con antivaccinisti, terrapiattisti, oncologi improvvisati, scienziati di Internet, politici della domenica, mi consola sapere che la differenza fra fatto e opinione è ben chiara nella testa di una bambina di otto anni. Il futuro porta della speranza!

Tuesday, 16 April 2019

Notre Dame de Paris

Era un milione di anni fa, no aspetta era il 1997. Io era un (bel) po’ più giovane, più in forma e più propensa a riempirmi gli occhi di bellezza. Avevo preso il primo aereo della mia vita ed ero andata a fare un pezzo di tesi a Parigi. A Parigi, per la prima volta via di casa, per tre interi mesi. I tre mesi fra i migliori della mia vita. Nella mia stanza di un metro quadro a Orsay, Paris Sud, mi sentivo una regina. Il venerdì sera io e i miei compagni di bagordi, Pisani - di nascita o di adozione - usavamo prendere l’ultima RER e andate a Parigi. Una mezz’oretta ed eravamo nel cuore di una delle città più belle del mondo. E stavamo fuori tutta la notte, di locale in locale, per finire con una crêpe alla nutella nell’attesa della prima RER che ci riportasse a letto, a giorno fatto. Lo chiamavano ‘cremare a Parigi’. Tre mesi di notti di bagordi, che, più spesso che no, iniziavano con un Greek (kebab) nel quartiere latino. Ed era così che Notre Dame, quasi sempre, dava il benvenuto a ogni memorabile fine settimana. Mille volte, mille e mille, ho alzato gli occhi verso quelle guglie stagliate lassù, nel cielo stellato, ed ho assaporato il significato di sentirsi completamente libero. Tutto è iniziato li, per me, fra quelle guglie, quei kebab e quelle immense camminate sulla Senna.
Il fuoco ha distrutto un bel po’, ma la struttura è salva. Spero che la Francia sappia ricostruite con eleganza e che fra un’altra manciata d’anni, quando mi ricapiterà di andare a Parigi, Notre Dame riuscirà di nuovo a stupirmi vestita con un abito nuovo.

Friday, 12 April 2019

Friend of the Forests


Oggi, dopo un anno esatto, ho cancellato la mia sottoscrizione a 4ocean, l'organizzazione che, in cambio di un braccialetto di perline di vetro riciclato a $20, rimuove (e ricicla) 1 pound (0.77 Kg) di plastica dagli oceani.
Ad oggi, hanno rimosso 4.252.150 pounds (quasi 900 tonnellate) di plastica dal mare.
Dei miei 12 braccialetti, uno e' al mio polso, gli altri sono stati o saranno (me ne sono rimasti 4, di cui 3 gia' prenotati) tutti regalati a amici, parenti, per passare parola sul fatto che il pianeta e' nostro, e non c'e' un Pianeta B. Se qualcuno vuole raccogliere la mia legacy, QUI il loro sito.
Un anno fa ho fatto un patto con l'ambiente, oltre a fare il mio nel mio piccolo. Ogni anno saro' membra di una organizzazione diversa, e dopo il mare, che ha segnato il 2018-2019, ho pensato di guardare in su, alle nostre foreste.
Questo per tre motivi, tutti validissimi: a) le nostre foreste (nostre USA) sono meravigliose, immense, affascinanti, templi sacri di divinita' profane. b) mi pare equo fare a rotazione fra i vari ecosistemi. c) il global warming e' qui, vero, reale, incombente e terribile e le foreste aiutano eccome a tenere a bada i nostri porcai. Piu' foreste, piu' polmoni puliti per tutti.
E cosi', da adesso, saro' una amica delle foreste, ma purtroppo non ricevero' gadget da regalare a nessuno.
Vi aggiorno su i miei prossimi movimenti.

Forests are the lungs of our land, purifying the air and giving fresh strength to our people.
 Franklin D. Roosevelt

Friday, 15 February 2019

Valentine Day

Non scrivo mai niente dei mie figli, perche' penso che la loro privacy sia importante, specialmente adesso che crescono. E si che ce ne sarebbero da raccontare di cotte e di crude.
Ieri era San Valentino, festa molto odiata dal mio scontroso marito e adorata dai miei figli solari, sopratutto perche', durante lo scambio senza ritengo di cartoline e cuoricini, ci scappano chilate di caramelle e cioccolatini.
C'erano dei regali anche per me e il riluttante padre. Fabio mi ha regalato una rosa e un biglietto e una delle sue infinite opere d'arte.
Bianca un biglietto con la seguente scritta:

I love you because
you keep me safe
and help me do
hard things
- Bianca

Mi ha trafitto il cuore peggio di cupido. Ma in senso positivo per una volta. Io, che mi sono sempre sentita (e tuttora mi sento talvolta) sola contro il mondo, in balia degli eventi, senza nesssuno sui cui poter fare affidamento, ho prodotto una figlia che si sente al sicuro e che mi vuole bene perche' l'aiuto a raggiungere obbiettivi complessi. 
Ho avuto i miei 30 min di realizzazione materna. A cosa deve servire senno' un genitore?
Da stasera posso ricominciare a urlare come un'aquila che la cena e' pronta, che la casa e' un macello e chi ci si lava le mani prima di cena e il culo prima di dormire, senza sentirmi troppo una MdM (Mamma di Merda).


Monday, 31 December 2018

Non credo di aver mai fatto un resoconto perchè che ci sarà mai da riportare... ma invece penso che, a una certa età, uno deve cominciare a rendicontare le cose belle, sennò alla fine non si fa che scrivere della fatica e delle beghe, e non va bene. Il 2018 non è stato male in fin dei conti: non certo tutto rose, fiori, colori e palloncini; ma sono successe tante cose importanti, che hanno contribuito a muovere pedine in varie direzioni. I risultati si vedranno negli anni a venire, ma speriamo che le mosse siano state azzeccate. La cosa principale è che siamo ancora tutti e 4 qui, sani e insieme, che già di per se è un traguardo non da poco. Siamo sempre a Houston, ed abbiamo consolidato l'idea di starci almeno un altro po', idea fattasi reale non senza incazzature, pianti, pensamenti e ripensamenti. B e F crescono, rompendo una discreta dose di palle e bilanciando con amore incondizionato (dato e ricevuto) in ugual misura. Io ho avuto quanche soddisfazione lavorativa e qualche delusione lavorativa, mi sento a tratti in trappola in un posto ostile e a tratti nel migliore del mondi possibili, insomma mostro sbalzi d'umore chiaramente attribuibili alla imminente menopausa. Il 2018 ha segnato la conversione della mia casa di Firenze in un Airbnb, progetto che cullavo da tanto tempo, che si è realizzato grazie a delle persone care che mi hanno aiutato in maniera incredibile. Abbiamo venduto la casa della zia, che poi è la casa in cui sono cresciuta, e, benchè non fosse culla di chissà quale ricordo meraviglioso, resta sempre un altro pezzetto di vita che se ne va. Ho infine guadagnato un nuovo nipote, ultima (credo) aggiunta a una banda nutrita di cugini. Ma la protagonista indiscussa del 2018 resta la bicicletta: lei (o meglio loro) ha segnato il mio ritorno allo sport, alla socialità legata alla vita sportiva (che poi sempre resta la parte megliore), il mio tentativo di riacquistare una decente forma fisica, la riscoperta della libertà provata quando i pensieri vanno liberi, il mondo scorre a lato e il vento soffia addosso (meglio se da dietro). Ogni ora rubata, ogni miglia pedalata, ogni birra bevuta in compagnia parlando di roba da addetti ai lavori tipo KOM, PR, segments, speed, avarage, ogni maglia sponsorizzata, ogni soldo speso in accessori o babysitter, valgono tutto l'oro del se riconquistato, della libertà ritrovata e del piacere di continuare a andare avanti.
Snow White, Bella and the Beast


Thursday, 15 November 2018

Four ocean

Io all'ambiente ci tengo. Non solo perche' ci vivo dentro, ma anche perche' credo che se un dio c'e', e' li', nella natura, nella terra dei boschi, nell'acqua del mare, sulle vette innevate e pure nella piana texana (o di sesto fiorentino).
Se un c'e', pace, ci tengo lo stesso, perche' e' la Terra su cui si vive e la solita su cui vivono i miei figli e vivra' la mia, spero immensa perche' il sangue bono va preservato, progenie.

Circa sei mesi fa ho fatto un patto con me stessa: oltre alla solita raccolta differenziata e minimizzazione degli sprechi, che qualche anno fa mi e' costata l'etichetta di psicopatica, ho deciso di donare dei soldi ogni mese a una associazione ambientalista. Il mio programma e' cambiare associazione ogni anno, ma donare alla stessa associazione per un anno intero.
Quest'anno ho scelto 4ocean.
4Ocean e' una for-profit che letteralmente pulisce i mari dal sudicio. E' nata dall'impegno di due surfisti, che, a Bali, rimasero esterefatti dalla quantita' di plastica e spazzatura che stagnava sulle spiagge. Parlando con i pescatori locali, conclusero che, siccome nessuno li pagava per pulire, ma venivano pagati per pescare, loro pescavano in mezzo al sudicio. E' una logica piuttosto schiacciante, di fronte a cui noi fighetti di questa parte del mondo magari rabbrividiamo, ma e' la realta' dei fatti, con i quali, ci piaccia o no, dobbiamo fare i conti e dai quali dobbiamo partire per cercare di migliorare le cose.
Allora loro hanno deciso di iniziare a vendere braccialettini, ognuno per $20. Per ogni braccialetto venduto si impegnano a raccogliere un pound (0.45 kg) di merdaio dagli oceani. La vendita dei braccialetti (e adesso di altro merchandising) finanzia le spese vive (barche, reti ecc) e i salati degli impiegati. Ogni braccialetto e' dedicato a una causa specifica - squali, balene, overfishing, uccelli marini, per dirne alcuni. Parte degli introiti, ogni mese, va a una associazione no-profit che di dedica alla causa in questione. Hanno due campi base, uno in Florida e uno a Bali, si stanno ingrandendo in maniera notevole, e sono in procinto di lanciare un progetto di drenaggio della spazzatura dai fiumi, per evitare che proprio ci arrivi, la plastica negli oceani. Organizzano anche vari eventi di pulitura di spiagge ai quali si puo' participare come volontari: mi risolvo di portarci i bambini se vengono a Galveston o a Corpus Christi. Fatevi un giro sul loro sito, o sui loro social, e' roba interessante.
Ho collezionato un bel po' di braccialetti. Uno, il primo, quello delle balene, lo porto io da maggio a questa parte. Un paio (overfishing e mangrovie) se li e' presi la Bianca. Da un paio di compleanni a questa parte, li abbiamo iniziati a regalare agli amici e amiche della Bianca. Un'amichetta si e' beccata quello delle tartarughe, un'altra quello degli uccelli marini. A tutte spieghiamo l'arcano, ben consapevoli che a breve saro' la madre piu' odiata della storia, perche' regalo braccialetti ambientalisti invece che giocattoli. Potrei essere peggio, potrei dare via sacchetti di insalata a Halloween.
Se qualcuno conosce buone associazioni ambientaliste che posso finanziare negli anni futuri, mi faccia sapere nei commenti. Il ciclo annuale inizia a maggio, quindi ho ancora sei mesi di braccialettini da collezionare e regalare.

Saturday, 13 October 2018

A un certo punto succede

castello di dracula nel casino del piano cucina

A un certo punto succede, dopo mesi e mesi in cui il sabato ci si è alzati alle 6 di mattina come tutti gli altri giorni, si è pedalato per miglia con la stanchezza della settimana accumulata, le preoccupazioni in testa per le cose della vita e il caldo, che un sabato, oggi, una sbotti e non si svegli.
Succede però che il marito sia in viaggio.
E allora succede che alle 11am, una apra gli occhi e si renda conto che i figli, di 4 e 7 anni, sono già svegli da almeno 3 ore. Con un attimo di trepidazione, aguzza le orecchie e sente parlare.
Allora scende le scale e li trova là, perfettamente organizzati, che disegnano davanti alla TV - entrambi hanno account personale Netflix-, che hanno fatto colazione e anche finito di costruire il castello di Dracula di Halloween di Lego. Allora chiedi come va, ancora in mezzo al sonno, e ti dicono: bene mamma, non ti preoccupare.
E qui capisci che ti puoi fare il caffè nel silenzio della cucina e te lo puoi godere scrivendo questo post.
Per quanto la mia casa sia un immenso casino di giochi ovunque, libri in terra e piatti sporchi, succede che mi renda conto che forse, solo forse, questa mattina sarà sempre meno un caso, che loro vanno già per la loro strada, chi ancora parecchio per la mano, chi già molto meno.
Succede, si succede alla fine! che i figli crescano, facciano le cose da soli e abbiano sempre meno bisogno di te. Sta già succedendo, e ne sono grata.

Wednesday, 26 September 2018

Cosa restera' di questi anni '80

Chi segue di la', alzera' gli occhi al cielo, ma io non riesco a smettere di pensare a quel cazzo di film e non capisco perche'. OK la storia d'amore totalitaria, che e' una figata e appartiene a un tempo che fu, ma non puo' essere solo quello. Adesso, in pausa pranzo, mi sto ascoltando la colonna sonora e... sta cantando la Berte'. Ecco forse cosa mi crea magone. La cazzo di musica italiana della mia gioventu'. Tutte quelle canzoni legate alle emozioni. La vita prima del demone della reperibilita', senza telefoni e internet. Quando si cercava di settare la radio gracchiante e si registava la musicassetta. Gli anni 80 erano una figata, seppure la morte del gusto. Devo trovare una foto di me alla fine degli anni 80, con la permanente, i braccialetti come madonna, la gonna plissettata e i texani (che dire, il Texas era il mio destino).
Questi erano gli anni 80, gente.


Ho bisogno di vomitare emozioni, gente! Mi manca casa mia. O forse no. Forse mi manca un tempo in cui tutto era ancora intero e tutto il mondo era una possibilita'. Il meglio e' passato.
E poi mi manca il tempo in generale, il tempo di stare con i pensieri all'aria, e le gambe ciondolini, perche' se lo faccio, poi il giorno dopo son cazzi acidi di roba che si e' accumulata. Se la routine si spezza, Fede e' del gatto.
Ditemi di no, ditemi che la mia vita non sara', da qui alla fine, una corsa insensata per far sempre le solite cose: sveglia, scuola, lavoro, scuola, cena, letto (e bici - quello OK).
Vacanze, fine delle vacanze. Caldo, meno caldo, amici che se ne vanno. Aerei. Anno dopo anno, con i figli che crescono e noi che si invecchia. Invecchiare mi fa cacare.

Allora, qui lo dico e qui lo nego, ma il mio nuovo progetto di vita e' la pensione! A 55 anni. E ristrutturare il Casoncello, per poi prestarlo a Guadagnino per completare la trilogia!

Ops, ho appena scoperto che io e la Berte' siamo nate il solito giorno! Che e' passato senza lode e senza infamia, insieme al compleanno del mio piccolo Jacopo. 44 anni io, 8 lui. E intanto il tempo se ne va.


Wednesday, 22 August 2018

Dal fronte occidentale


Un'altra estate, un'altra festa di compleanno della Bianca, la 7ma per l'esattezza, in piscina, con i suoi migliori amici. Una grossa sfaticata per cuocere la pizza e preparare tutto, ma un gran successo - nella scala di una festicciola di compleanno, ovviamente.
Un po' di amici di vecchia data, riuniti intorno a un bel po' di lattine di birra, a parlare di maestre, logistiche, traslochi e piani futuri.
Un'altra ultima settimana di vacanza prima del primo giorno di scuola (con entrata alle 7.30 am).
Una serie di persone nuove conosciute tramite la mia nuova squadra di bici, che, oltretutto, e' di una brewery locale. Bici e birra a gogo', non posso chiedere di meglio.
Un'altra corsa devoluta a una causa ambientale - le mie favorite - a cui potro' partecipare grazie al supporto dei amici lontani che, evidentemente, ogni tanto mi pensano.
Quattro biglietti vinti, ed io non vinco mai granche'.
Un nuova sottoscrizione a un sito di moda, che mi ha assegno una stilista personale e mi manda un pacco di vestiti da provare ogni due mesi. Mi sono provata (ed ho tenuto) abiti che mai e poi mai mi sarei nemmeno sognata di tirare fuori dalla gruccia.
Una promozione, secondo me assai meritata, che mi posiziona esattamente dove dovrei essere (per titolo e soldi), finalmente. Non ho ancora firmato il contratto, ma confido nel fatto che sia un formalita'.
Un appartamentino a Firenze che vede un via vai di viaggiatori entusiasti. Adoro la mia casa e viaggiare e l'unione delle due cose e' sublime, sopratutto vista con gli occhio di gente di tutto il mondo.
L'aver imparato ad accettare che il corpo invecchia e che bisogna ridimensionare le aspettative sportive. E va anche bene cosi'.
Un sacco di amici a giro per gli States che mi mandano messaggi entusiasti e foto magnifiche. Mi fa sempre piacere che la gente apprezzi il paese che mi da il pane e che certi stereotipi, se pur parzialmente giustificati, cadano dalla testa delle persone a cui tengo.

Ho riletto gli ultimi post e mi son messa nei panni di chi mi legge.
Mi e' presa depressione per loro.
Lo giuro, la mia vita non e' fatta solo di lutti e giramenti di maroni.


Saturday, 11 August 2018

Namaste

Avevo fatto yoga a fasi alterne per anni, iniziando forse nel 2008 o 2009 nelle classi dell'Imperial College. John lo sapeva che avevo un rapporto un po' così con lo yoga, che mi piaceva, ma che era anche legato a una fase molto emotiva della mia vita. Ma insomma mi sentivo fisicamente una merda, dopo la terza gravidanza, e John faceva del suo meglio per incoraggiarmi a rimettermi in forma.
Una volta mi lasciai convincere e ti scrissi.
-Vieni alle 7 il giorno talditali, quando molti degli studenti stanno per finire la loro pratica, così c'è modo di fare la lezione introduttiva-
Nei tre anni successivi, ci ho provato e no, lo ammetto, a inserire la pratica regolare di Ashtanga nella mia complicata vita. Ma era un casino, perchè John aveva già una pratica regolare che voleva assolutamete mantenere, e se lui era in studio, non ci potevo essere io.
Allora mi ero arresa, per il momento, a fare dell'Ashtanga la mia pratica estiva. A mo' di campo scuola. Tre settimane, un mese, due settimane e mezzo di pratica intensa e poi chi vivrà vedrà. MI piaceva così tanto, così come mi piacciono tanto quelle settimane di estate da sola.
Pensavo che sarebbe finalmente arrivato anche il mio momento, per srotolare il tappetino ogni giorno e praticare. Era solo troppo presto e dovevo essere paziente.
Ma, senza pudore, mi ripresentavo ogni estate, e anche a luglio l'ho fatto. Io mi ero sentita bene durante le tre settimane di pratica, molto meglio di tutti gli altri anni. Del resto, ques'estate, venivo da un anno di attività fisica, se non intensa, quantomeno costante.
-Non glielo dico nemmeno che ci provo in inverno, se poi riesco, lo vede da solo-
Mi ero sentita bene dicevo, ma ti avevo notato scontroso. Pensavo tu lo fossi con me, perchè mi vedevi come una perdita di tempo. La sera prima di andare in Italia, ti ho salutato un po' meglio delle sere precedenti, dicendoti che partivo, che avresti rivisto John in due settimane o poco più, che avevamo avuto un anno difficile e che ero stata davvero tanto stanca. Ma che stavo molto bene adesso, e che avevo goduto delle mio campo estivo. E ci siamo salutati così, come un'estate qualunque.

Ieri sera, alla tua "pratica in memoria", c'era John. Io ero fuori a fissare la porta. Per due ore e mezzo sono stata fuori a fissare la porta e a piangere, un po' si e un po' no, e a pensare a tutte le volte - troppo poche - che l'ho varcata col batticuore, o con nonscuranza e, infine, quest'estate, con accettazione che era una cosa per me saltuaria. La porta chiusa e me fuori. Un po' simbolo del mio percorso con te.