Saturday, 24 August 2019

Nozze di ferro

6 anni fa abbiamo detto si`, anche se pensavamo che non ci saremmo mai sposati.
"Ma ti pare che il visto sia un buon motivo per sposarsi?" chiesi allora alla mia sorella.
Lei, saggiamente, rispose "E` in pratica l'unico buon motivo" (infatti non e` sposata, nonostante un mutuo e tre figli).
Quando dissi si`, 6 anni fa, lo feci nell'intento di tenere la nostra famiglia unita, nella famosa gioia e dolore. Allora la scelta di venire nella calda Houston, dopo 7 anni di umido londinese, fu presa in meno di 24 ore, in una notte insonne, su una linea telefonica che univa l'Inghilterra alla Svizzera.
6 anni (e un altro figlio) dopo, di nuovo siamo a un altro cambiamento epocale.
Allora ero eccitata di reinventarmi, dopo aver lavorato una vita intera, una Stay At Home Mom.
Adesso sono molto meno eccitata di reinventarmi Single Freaking Mom!
Non mi piace l'idea di passare - realisticamente - il prossimo anno da sola con due figli alle elementari, un lavoro a tempo pieno, pochissimo aiuto e veramente poco supporto emozionale locale.
Non mi piace l'idea che tu torni ogni tanto, probabilmente stanco morto, dopo ore di volo, per nemmeno due giorni pieni. Non mi piace che i bambini non possano condividere con te questo nuovo anno scolastico, specialmente perche` e` il primo anno di scuola vera per il piccolo F.

Ma io sono una persona, che nonostante tutto, ha la fama di andare all'equilibrio parecchio velocemente, quindi faro` la lista di quello che mi piace. E di cose ce ne sono, senno` non avrei supportato questa decisione cosi` destabilizzante.
Mi piace che tu abbia ritrovato buon umore ed energia, voglia di progettare, pianificare, fare e disfare.
Mi piace che ti si stia profilando davanti un nuovo ruolo lavorativo, spero con tutto il cuore che ti dia le soddisfazioni che quello vecchio non ti ha mai dato (e te le saresti meritate tutte).
Mi piace che tu stia progettando di essere il piu` possibile presente per i bambini e per me, nonostante la notevole distanza, e sono certa che loro si aggiusteranno al "new normal" in fretta come - non - faro` io.
Ed ora una piccola lista di cosa mi piace per me.
Mi piace che viaggemo, un sacco, come mai abbiamo fatto negli ultimi anni.
Mi piace che i bambini vedranno le foglie arancioni, la neve, e l'inverno vero.
Mi piace che abbiamo gia` cose da fare da qui a Natale.
Mi piace (un po') che avro` tanto tempo da sola con loro, per creare un rapporto personale che e` leggermente diverso da quello che c'e` se (quando) siamo tutti insieme.
Mi piace che mi sparero` infinite serie su Netflix.
Mi piace che saro` forzata a farmi degli amici, a chiedere aiuto, a conoscere gente.
Mi piace che ci incontremo, noi due soli, in parti a caso degli USA per andare in bici insieme.
Mi piace che, nonostante tutti questi anni, tutti i litigi quotidiani su chi deve fare la spesa o mettere a posto i lego, sull'innegabile fatto che io ho il fuoco al culo e tu sia una coach potato, si riesca a prendere decisioni cosi` grosse in meno di una settimana.
Mi piace che, come ha detto qualcuno, we'll get to hang out in MANHATTAN, ammetto che questa e` la cosa che mi piace piu` di tutto.

Credo che il matrimonio infondo sia questo, affrontare insieme la tempesta dei cambiamenti. E poi c'e` decisamente di peggio nella vita che essere forzati a passare del tempo in New York City!
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Friday, 16 August 2019

Sotto il cielo di una estate italiana


C'e` un sacco di roba che bolle in pentola nella mia famiglia, non tutta porterà necessariamente a cambiamenti facili e altra richiederà aggiustamenti non da poco nelle routine familiari.
Tanto per movimentare ancora più le cose, quest'anno, per motivi di lavoro, noi 4 Calabreeze non abbiamo potuto pianificare una vacanza di famiglia.
Questo ha fatto si` che prendessi la decisione del secolo di sbolognarmi da sola due viaggi anda e rianda in Italia, il primo per portare in là la B ed il secondo, con F, per andarla a riprendere.
E così, ieri, io e la prole siamo rientrati, dopo 24 ore di viaggio, all'ovile. La B, a 8 anni appena compiuti, ha passato in tutto 2 mesi e 10 giorni su suolo italico, di cui 6 settimane... da sola.
In questi due mesi o poco più, è stata a Roma, Genova, Firenze e dintorni, in mari toscani e liguri, in Sicilia al mare fra Trabia e San Vito lo Capo, su e giù per la penisola insomma, fra spiagge, città e campagne di ogni tipo e gradazione.
Ha probabilmente visto più lei, a 8 anni, in una sola estate, di quanto un americano medio vede in una vita intera.
Ma cosa le sarà rimasto in testa? Come sarà stata davvero questa esperienza in solitaria in una terra che è la sua per origine, ma che è anche dall'altra parte del mondo rispetto a ciò che lei chiama casa?
Avremo un inverno intero per rielaborare questa strana estate, ma posso dire che, a caldo, mi pare che sia stata parecchio bene. La seconda cosa che mi ha detto, appena mi ha visto dopo 6 settimane, è che non vede l'ora di rivedere i cugini. La prima è che le sono mancata tanto, e che è stato difficile a volte, stare senza la mamma. Come era ovvio che fosse.
Conosco così bene quella sensazione. Di gioia mista a tristezza. Di divertimento misto a nostalgia. Di sentire che sempre manca qualcosina. Mia figlia è una emigrante per nascita. Non ha scelto lei questa vita, le è toccata ed ora anche lei sa che non è una vita facile. Però è una vita piena, che regala tante emozioni, tanti posti, tante storie, tanti amici diversi e colorati, tante lingue parlate con naturalezza.
Regala rentirsi cittadini del mondo... e veramente a casa da nessuna parte. È una vita bipolare.
Durante le chiamate serali, quando la nostalgia si facena sentire forte al momento di andare a dormire, le ho ripetuto sempre che doveva pensare alle cose belle che aveva vissuto durante quella giornata, quelle avrebbero aiutato a scacciare la tristezza.
"i giorni passano veloci e a casa torni presto, amore, ma quello che vivi li adesso, quello è un tesoro che porterai nel cuore per un anno intero, se non per sempre".
Lo dicevo a lei e a me allo stesso tempo. Io ho imparato, un po', dopo 13 anni. Lei (loro) avrà meno difficoltà, perchè questa vita bipolare è la sua, e non ne conosce altre.
Non credo che le rimanga il ricordo del Colosseo, o del duomo di Firenze, o del porto di Genova, ma spero si ricordi della gita a Roma col suo amico L, del ricamo che ha imparato dalle nonne pistoiesi, dei giochi coi cugini ai giardini del Luzzati, dei gelati e della focaccia, dei tuffi fra le onde del mare di Varazze e dei pesci in quello Siciliano, dei delfini visti mentre tornavamo a casa in barca, dei nonni e degli zii e del gioco di scopa con le carte siciliane che ha imparato a usare.
"Mamma lo so che te non le sai usare, perchè quelle toscane sono diverse, ma te lo insegno io"

Non vedo l'ora di vedere che cosa mi insegnerà, negli anni a venire, questa bambina di terza generazione, e quali avventure mi regalerà.



p.s.
F quest'anno è rimasto a casa con noi e si è vissuto quasi due mesi da figlio unico. Non sarà l'oggetto di un post, ma se l'è spassata alla grande!

Friday, 26 April 2019

I koala sono carini

L’altro giorno ho portato mia figlia in gita. Per pranzo al sacco, le avevo comprato uno di questi pranzi da bambini che hanno dentro una sorpresa. La sorpresa in questione erano delle schede con delle fotografie di animali che descrivevano una fatto riguardante l’animale fotografato. Il gioco consisteva sull’interrogarsi sui fatti relativi a quell’animale. Siamo andati avanti e indietro a scambiarsi fatti e conoscenza, fino a quando non mi ha chiesto che cosa sapessi del koala. Le ho elencato alcune caratteristiche dei koala ed ho concluso con “ma poi sono così carini“. “Mamma! Questo non è un fatto, questa è la tua opinione! per quanto la condivida, i koala sono carini è vero, questo non è affatto un fatto!“.
In un’epoca in cui mi trovo a discutere su Facebook con antivaccinisti, terrapiattisti, oncologi improvvisati, scienziati di Internet, politici della domenica, mi consola sapere che la differenza fra fatto e opinione è ben chiara nella testa di una bambina di otto anni. Il futuro porta della speranza!

Tuesday, 16 April 2019

Notre Dame de Paris

Era un milione di anni fa, no aspetta era il 1997. Io era un (bel) po’ più giovane, più in forma e più propensa a riempirmi gli occhi di bellezza. Avevo preso il primo aereo della mia vita ed ero andata a fare un pezzo di tesi a Parigi. A Parigi, per la prima volta via di casa, per tre interi mesi. I tre mesi fra i migliori della mia vita. Nella mia stanza di un metro quadro a Orsay, Paris Sud, mi sentivo una regina. Il venerdì sera io e i miei compagni di bagordi, Pisani - di nascita o di adozione - usavamo prendere l’ultima RER e andate a Parigi. Una mezz’oretta ed eravamo nel cuore di una delle città più belle del mondo. E stavamo fuori tutta la notte, di locale in locale, per finire con una crêpe alla nutella nell’attesa della prima RER che ci riportasse a letto, a giorno fatto. Lo chiamavano ‘cremare a Parigi’. Tre mesi di notti di bagordi, che, più spesso che no, iniziavano con un Greek (kebab) nel quartiere latino. Ed era così che Notre Dame, quasi sempre, dava il benvenuto a ogni memorabile fine settimana. Mille volte, mille e mille, ho alzato gli occhi verso quelle guglie stagliate lassù, nel cielo stellato, ed ho assaporato il significato di sentirsi completamente libero. Tutto è iniziato li, per me, fra quelle guglie, quei kebab e quelle immense camminate sulla Senna.
Il fuoco ha distrutto un bel po’, ma la struttura è salva. Spero che la Francia sappia ricostruite con eleganza e che fra un’altra manciata d’anni, quando mi ricapiterà di andare a Parigi, Notre Dame riuscirà di nuovo a stupirmi vestita con un abito nuovo.

Friday, 12 April 2019

Friend of the Forests


Oggi, dopo un anno esatto, ho cancellato la mia sottoscrizione a 4ocean, l'organizzazione che, in cambio di un braccialetto di perline di vetro riciclato a $20, rimuove (e ricicla) 1 pound (0.77 Kg) di plastica dagli oceani.
Ad oggi, hanno rimosso 4.252.150 pounds (quasi 900 tonnellate) di plastica dal mare.
Dei miei 12 braccialetti, uno e' al mio polso, gli altri sono stati o saranno (me ne sono rimasti 4, di cui 3 gia' prenotati) tutti regalati a amici, parenti, per passare parola sul fatto che il pianeta e' nostro, e non c'e' un Pianeta B. Se qualcuno vuole raccogliere la mia legacy, QUI il loro sito.
Un anno fa ho fatto un patto con l'ambiente, oltre a fare il mio nel mio piccolo. Ogni anno saro' membra di una organizzazione diversa, e dopo il mare, che ha segnato il 2018-2019, ho pensato di guardare in su, alle nostre foreste.
Questo per tre motivi, tutti validissimi: a) le nostre foreste (nostre USA) sono meravigliose, immense, affascinanti, templi sacri di divinita' profane. b) mi pare equo fare a rotazione fra i vari ecosistemi. c) il global warming e' qui, vero, reale, incombente e terribile e le foreste aiutano eccome a tenere a bada i nostri porcai. Piu' foreste, piu' polmoni puliti per tutti.
E cosi', da adesso, saro' una amica delle foreste, ma purtroppo non ricevero' gadget da regalare a nessuno.
Vi aggiorno su i miei prossimi movimenti.

Forests are the lungs of our land, purifying the air and giving fresh strength to our people.
 Franklin D. Roosevelt

Friday, 15 February 2019

Valentine Day

Non scrivo mai niente dei mie figli, perche' penso che la loro privacy sia importante, specialmente adesso che crescono. E si che ce ne sarebbero da raccontare di cotte e di crude.
Ieri era San Valentino, festa molto odiata dal mio scontroso marito e adorata dai miei figli solari, sopratutto perche', durante lo scambio senza ritengo di cartoline e cuoricini, ci scappano chilate di caramelle e cioccolatini.
C'erano dei regali anche per me e il riluttante padre. Fabio mi ha regalato una rosa e un biglietto e una delle sue infinite opere d'arte.
Bianca un biglietto con la seguente scritta:

I love you because
you keep me safe
and help me do
hard things
- Bianca

Mi ha trafitto il cuore peggio di cupido. Ma in senso positivo per una volta. Io, che mi sono sempre sentita (e tuttora mi sento talvolta) sola contro il mondo, in balia degli eventi, senza nesssuno sui cui poter fare affidamento, ho prodotto una figlia che si sente al sicuro e che mi vuole bene perche' l'aiuto a raggiungere obbiettivi complessi. 
Ho avuto i miei 30 min di realizzazione materna. A cosa deve servire senno' un genitore?
Da stasera posso ricominciare a urlare come un'aquila che la cena e' pronta, che la casa e' un macello e chi ci si lava le mani prima di cena e il culo prima di dormire, senza sentirmi troppo una MdM (Mamma di Merda).


Monday, 31 December 2018

Non credo di aver mai fatto un resoconto perchè che ci sarà mai da riportare... ma invece penso che, a una certa età, uno deve cominciare a rendicontare le cose belle, sennò alla fine non si fa che scrivere della fatica e delle beghe, e non va bene. Il 2018 non è stato male in fin dei conti: non certo tutto rose, fiori, colori e palloncini; ma sono successe tante cose importanti, che hanno contribuito a muovere pedine in varie direzioni. I risultati si vedranno negli anni a venire, ma speriamo che le mosse siano state azzeccate. La cosa principale è che siamo ancora tutti e 4 qui, sani e insieme, che già di per se è un traguardo non da poco. Siamo sempre a Houston, ed abbiamo consolidato l'idea di starci almeno un altro po', idea fattasi reale non senza incazzature, pianti, pensamenti e ripensamenti. B e F crescono, rompendo una discreta dose di palle e bilanciando con amore incondizionato (dato e ricevuto) in ugual misura. Io ho avuto quanche soddisfazione lavorativa e qualche delusione lavorativa, mi sento a tratti in trappola in un posto ostile e a tratti nel migliore del mondi possibili, insomma mostro sbalzi d'umore chiaramente attribuibili alla imminente menopausa. Il 2018 ha segnato la conversione della mia casa di Firenze in un Airbnb, progetto che cullavo da tanto tempo, che si è realizzato grazie a delle persone care che mi hanno aiutato in maniera incredibile. Abbiamo venduto la casa della zia, che poi è la casa in cui sono cresciuta, e, benchè non fosse culla di chissà quale ricordo meraviglioso, resta sempre un altro pezzetto di vita che se ne va. Ho infine guadagnato un nuovo nipote, ultima (credo) aggiunta a una banda nutrita di cugini. Ma la protagonista indiscussa del 2018 resta la bicicletta: lei (o meglio loro) ha segnato il mio ritorno allo sport, alla socialità legata alla vita sportiva (che poi sempre resta la parte megliore), il mio tentativo di riacquistare una decente forma fisica, la riscoperta della libertà provata quando i pensieri vanno liberi, il mondo scorre a lato e il vento soffia addosso (meglio se da dietro). Ogni ora rubata, ogni miglia pedalata, ogni birra bevuta in compagnia parlando di roba da addetti ai lavori tipo KOM, PR, segments, speed, avarage, ogni maglia sponsorizzata, ogni soldo speso in accessori o babysitter, valgono tutto l'oro del se riconquistato, della libertà ritrovata e del piacere di continuare a andare avanti.
Snow White, Bella and the Beast


Thursday, 15 November 2018

Four ocean

Io all'ambiente ci tengo. Non solo perche' ci vivo dentro, ma anche perche' credo che se un dio c'e', e' li', nella natura, nella terra dei boschi, nell'acqua del mare, sulle vette innevate e pure nella piana texana (o di sesto fiorentino).
Se un c'e', pace, ci tengo lo stesso, perche' e' la Terra su cui si vive e la solita su cui vivono i miei figli e vivra' la mia, spero immensa perche' il sangue bono va preservato, progenie.

Circa sei mesi fa ho fatto un patto con me stessa: oltre alla solita raccolta differenziata e minimizzazione degli sprechi, che qualche anno fa mi e' costata l'etichetta di psicopatica, ho deciso di donare dei soldi ogni mese a una associazione ambientalista. Il mio programma e' cambiare associazione ogni anno, ma donare alla stessa associazione per un anno intero.
Quest'anno ho scelto 4ocean.
4Ocean e' una for-profit che letteralmente pulisce i mari dal sudicio. E' nata dall'impegno di due surfisti, che, a Bali, rimasero esterefatti dalla quantita' di plastica e spazzatura che stagnava sulle spiagge. Parlando con i pescatori locali, conclusero che, siccome nessuno li pagava per pulire, ma venivano pagati per pescare, loro pescavano in mezzo al sudicio. E' una logica piuttosto schiacciante, di fronte a cui noi fighetti di questa parte del mondo magari rabbrividiamo, ma e' la realta' dei fatti, con i quali, ci piaccia o no, dobbiamo fare i conti e dai quali dobbiamo partire per cercare di migliorare le cose.
Allora loro hanno deciso di iniziare a vendere braccialettini, ognuno per $20. Per ogni braccialetto venduto si impegnano a raccogliere un pound (0.45 kg) di merdaio dagli oceani. La vendita dei braccialetti (e adesso di altro merchandising) finanzia le spese vive (barche, reti ecc) e i salati degli impiegati. Ogni braccialetto e' dedicato a una causa specifica - squali, balene, overfishing, uccelli marini, per dirne alcuni. Parte degli introiti, ogni mese, va a una associazione no-profit che di dedica alla causa in questione. Hanno due campi base, uno in Florida e uno a Bali, si stanno ingrandendo in maniera notevole, e sono in procinto di lanciare un progetto di drenaggio della spazzatura dai fiumi, per evitare che proprio ci arrivi, la plastica negli oceani. Organizzano anche vari eventi di pulitura di spiagge ai quali si puo' participare come volontari: mi risolvo di portarci i bambini se vengono a Galveston o a Corpus Christi. Fatevi un giro sul loro sito, o sui loro social, e' roba interessante.
Ho collezionato un bel po' di braccialetti. Uno, il primo, quello delle balene, lo porto io da maggio a questa parte. Un paio (overfishing e mangrovie) se li e' presi la Bianca. Da un paio di compleanni a questa parte, li abbiamo iniziati a regalare agli amici e amiche della Bianca. Un'amichetta si e' beccata quello delle tartarughe, un'altra quello degli uccelli marini. A tutte spieghiamo l'arcano, ben consapevoli che a breve saro' la madre piu' odiata della storia, perche' regalo braccialetti ambientalisti invece che giocattoli. Potrei essere peggio, potrei dare via sacchetti di insalata a Halloween.
Se qualcuno conosce buone associazioni ambientaliste che posso finanziare negli anni futuri, mi faccia sapere nei commenti. Il ciclo annuale inizia a maggio, quindi ho ancora sei mesi di braccialettini da collezionare e regalare.

Saturday, 13 October 2018

A un certo punto succede

castello di dracula nel casino del piano cucina

A un certo punto succede, dopo mesi e mesi in cui il sabato ci si è alzati alle 6 di mattina come tutti gli altri giorni, si è pedalato per miglia con la stanchezza della settimana accumulata, le preoccupazioni in testa per le cose della vita e il caldo, che un sabato, oggi, una sbotti e non si svegli.
Succede però che il marito sia in viaggio.
E allora succede che alle 11am, una apra gli occhi e si renda conto che i figli, di 4 e 7 anni, sono già svegli da almeno 3 ore. Con un attimo di trepidazione, aguzza le orecchie e sente parlare.
Allora scende le scale e li trova là, perfettamente organizzati, che disegnano davanti alla TV - entrambi hanno account personale Netflix-, che hanno fatto colazione e anche finito di costruire il castello di Dracula di Halloween di Lego. Allora chiedi come va, ancora in mezzo al sonno, e ti dicono: bene mamma, non ti preoccupare.
E qui capisci che ti puoi fare il caffè nel silenzio della cucina e te lo puoi godere scrivendo questo post.
Per quanto la mia casa sia un immenso casino di giochi ovunque, libri in terra e piatti sporchi, succede che mi renda conto che forse, solo forse, questa mattina sarà sempre meno un caso, che loro vanno già per la loro strada, chi ancora parecchio per la mano, chi già molto meno.
Succede, si succede alla fine! che i figli crescano, facciano le cose da soli e abbiano sempre meno bisogno di te. Sta già succedendo, e ne sono grata.

Wednesday, 26 September 2018

Cosa restera' di questi anni '80

Chi segue di la', alzera' gli occhi al cielo, ma io non riesco a smettere di pensare a quel cazzo di film e non capisco perche'. OK la storia d'amore totalitaria, che e' una figata e appartiene a un tempo che fu, ma non puo' essere solo quello. Adesso, in pausa pranzo, mi sto ascoltando la colonna sonora e... sta cantando la Berte'. Ecco forse cosa mi crea magone. La cazzo di musica italiana della mia gioventu'. Tutte quelle canzoni legate alle emozioni. La vita prima del demone della reperibilita', senza telefoni e internet. Quando si cercava di settare la radio gracchiante e si registava la musicassetta. Gli anni 80 erano una figata, seppure la morte del gusto. Devo trovare una foto di me alla fine degli anni 80, con la permanente, i braccialetti come madonna, la gonna plissettata e i texani (che dire, il Texas era il mio destino).
Questi erano gli anni 80, gente.


Ho bisogno di vomitare emozioni, gente! Mi manca casa mia. O forse no. Forse mi manca un tempo in cui tutto era ancora intero e tutto il mondo era una possibilita'. Il meglio e' passato.
E poi mi manca il tempo in generale, il tempo di stare con i pensieri all'aria, e le gambe ciondolini, perche' se lo faccio, poi il giorno dopo son cazzi acidi di roba che si e' accumulata. Se la routine si spezza, Fede e' del gatto.
Ditemi di no, ditemi che la mia vita non sara', da qui alla fine, una corsa insensata per far sempre le solite cose: sveglia, scuola, lavoro, scuola, cena, letto (e bici - quello OK).
Vacanze, fine delle vacanze. Caldo, meno caldo, amici che se ne vanno. Aerei. Anno dopo anno, con i figli che crescono e noi che si invecchia. Invecchiare mi fa cacare.

Allora, qui lo dico e qui lo nego, ma il mio nuovo progetto di vita e' la pensione! A 55 anni. E ristrutturare il Casoncello, per poi prestarlo a Guadagnino per completare la trilogia!

Ops, ho appena scoperto che io e la Berte' siamo nate il solito giorno! Che e' passato senza lode e senza infamia, insieme al compleanno del mio piccolo Jacopo. 44 anni io, 8 lui. E intanto il tempo se ne va.